Rieccoci qui, cari amici nomadisti a raccontarvi anche quest'anno, l'undicesimo, le nostre peregrinazioni al cospetto dell'inossidabile Beppe Carletti al comando dei suoi Nomadi sempre più imperterriti nell'inseguire e battere la longevità dei Rolling Stones. E' il nostro primo concerto dell'anno, avvenuto in questo mite inizio di primavera nomade. Saltato purtroppo il doppio appuntamento di Novellara, i Poirinomadi hanno ripreso il loro viaggio recandosi a questo bel concerto di Novara ricco di piacevoli novità. Il concerto si è tenuto presso il nuovo centro sportivo della città piemontese dotato di piscina olimpionica, campo di atletica e palazzetto del basket. Siccome la piscina era occupata dai nuotatori e nel campo di atletica faceva freddo, il concerto si è tenuto nell'ampio palazzetto sul quale parterre sono state disposte le sedie per il pubblico. Quindi si è trattato di un concerto da seduti; una cosa inusuale per noi fans abituati a stare in piedi dietro le transenne. Infatti, non c'erano nemmeno quelle. Il prezzo è sempre contenuto nei consueti venti euro (quindici se uno si metteva nelle tribune dove l'acustica non è delle migliori). Con noi Poirinomadi, hanno condiviso il viaggio di un'ora di autostrada le simpatiche superfans Mavi, Patrizia e Carla.

Alle 20, come d'abitudine, eravamo già sul posto ma l'ingresso per il pubblico, chissà perché, era alle 20.30 costringendoci ad aspettare nella fresca brezza del piazzale. Bello il palazzetto, ma il bar lasciava a desiderare in quanto a servizio e assortimento; in pratica, non abbiamo cenato, poiché la pizzeria più vicina era a due chilometri. Ma noi siamo venuti per i Nomadi, che diamine! E' dall'anno scorso che non li vediamo.... E poi un po' di dieta fa bene. Ci siamo accomodati in seconda fila, a pochi metri dal nuovo palco allestito dal nuovo service erede di Buttarelli dimissionario. Aldo armato di Nikon e io attento a cogliere le novità del mio primo concerto del 2014. Alle 21 in punto, dopo una breve presentazione, lo spettacolo è stato aperto dal “cantante della solidarietà” Francesco Ranieri che ha presentato due brani a tema per sottolineare lo scopo benefico della serata organizzata da InterFarmacitalia, un'associazione che si occupa del reperimento all'estero di farmaci salva-vita. Mi sono chiesto il motivo della necessità di avere un ente per questa cosa; come mai certi farmaci non si trovano in Italia? Anch'io sto prendendo pillole per il cuore che si vendono solo in Francia!.... Ma prescrittemi in Italia!!!!

Torniamo al concerto che è meglio, altrimenti vado in aritmia. Nuovo palco, nuove casse e nuovo impianto luci. Mega-schermo digitale alle spalle degli artisti per diffusione di piacevoli immagini tematiche vivaci, colorate e surreali. Una cosa che i Pink Floyd facevano già vent'anni fa. Comunque una piacevole novità. Alle 21.15 inizio del concerto con il gruppo sempre in grande forma, umili e sorridenti come sempre. Cico ormai non lascia più gli occhiali mentre Beppe esibisce il suo ormai leggendario caschetto che appare biondo sotto le luci degli spot. La scaletta è stata improntata sul repertorio classico, composto dalle canzoni che rappresentano il lungo percorso artistico del gruppo e che tutti conoscono. Meglio la seconda parte che la prima, grazie ad alcune “perle” di pregevole valore. Si inizia con “Ma che film la vita” che Cristiano Turato interpreta proprio alla grande. Si passa da “Lultima salita” al nuovo “Terzo tempo”, da “ Vivo forte” a “Dove si va” e poi “Fuori” e “Ancora ci sei”. Noi fans ci sentiamo un po' prigionieri delle sedie; tuttavia riusciamo a creare il consueto sostegno al gruppo. Appunto i fans sono un po' dispersi nel parterre: sono presenti numerosi componenti di vari fans club; in primis quello locale di “Vox Populi”. Presenti anche i Vagabondi della Mole, il Destino, Val d'Ossola e qualche fans club del vicino milanese e qualcuno anche da più lontano. I Nomadi sono piacevoli e sfoderano il loro immutabile impegno; anche Cico non smette mai di punzecchiare i suoi colleghi, buoni incassatori delle sue finto-dissacranti battute. Solo Cristiano gli ribatte a dovere e i loro intermezzi, studiati a tavolino, oltre che tentare di far sorridere, permettono il cambio di impostazione strumentale per il brano successivo. Cosa che si è dimenticato di fare Daniele sul brano “Il vento tra le mani”. E' partito con un altro tempo e ha costretto Sergio a fermarsi e ricominciare. Cose che succedono.

La seconda parte è forse migliore della prima. Dopo la dolce “Tarassaco”, le colonne “Utopia”, “Ho difeso il mio amore” e “Il pilota di Hiroshima”, hanno brillato una stupenda “Canzone della Bambina portoghese” in cui Cristiano nel canto e Cico nel solo di “chitara grama”, sono stati semplicemente divini. Al termine del brano di dodici minuti il pubblico si è alzato in piedi per applaudire. Altro gioiello della serata “Ala bianca” con un insuperabile Massimo che sa sfoderare una grinta pazzesca. Sempre bella e struggente “Apparenze”, autentica ballata strappalacrime, vero sorellina Carla? A chiudere il concerto una raffica di brani storici come “Noi non ci saremo” e “Gli aironi neri”, seguiti dai brani conclusivi. All”Io vagabondo” i fans hanno abbandonato le sedie per disporsi finalmente ai piedi del palco e celebrare l'inno nomade abbracciati in una catena infinita. Da segnalare l'offerta da mille euro ciascuna per l'associazione “Crescerai” e per un ente benefico locale. Un concerto, come detto, assai piacevole che ha soddisfatto ampiamente il pubblico (che, sinceramente, in una città di duecentomila abitanti, poteva essere più numeroso). Ma i Nomadi hanno la loro nicchia di affezionati che non li abbandonano mai e questa unione simbiotica permette a tutti di sopravvivere nella musica, nell'amicizia e nella solidarietà. Ora aspettiamo l'imminente concerto a Mondovì, venerdì 28 marzo. Questi Nomadi meritano senz'altro il bis. Venite numerosi. Un saluto a tutti i fans presenti, a Lorenzo, Antonio, Elisabetta e alle nostre deliziose compagne di viaggio. Un abbraccio a Madamé da parte di Kg.

giorgio