DIARIO  POIRINOMADE  DA  NOVELLARA  2 MILA 6

MA PRIMA DI TUTTO IL NOSTRO TRIBUTO AL " POPOLO NOMADE "

 

SABATO   18    FEBBRAIO

Grande successo del Nomadincontro 2006 di Novellara. Anche quest'anno il popolo nomade si è ritrovato numeroso nella tre giorni di manifestazioni culminate col premio Tributo ad Augusto andato al bravo Francesco Renga (ex Timoria) nonché vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo (un segnale di buon auspicio per i Nomadi che quest'anno vi partecipano?). Quante sorprese! Il nuovo brano che dà il titolo all'ultimo album, la pioggia, il fango, gli ospiti, Antonio Ricci, i fratelli Egiziano, la Miss, il nuovo libro, Don Mazzi, Biko e, dulcis in fundo la bufera di neve. Ma andiamo per ordine. Per motivi di lavoro, abbiamo scelto, dei tre giorni, il sabato e la domenica. Partiti col sole e giunti a Novellara sotto una pioggia insistente, eravamo in compagnia delle nostre amiche fans Sabina e Daniela, sorelle di Beinasco (due fratelli con due sorelle!), per la prima volta nel paese natale di Augusto. Subito una visita al cimitero per rendere omaggio al grande artista (che proprio oggi avrebbe compiuto 59 anni) e un giro nel centro cittadino sotto quei caratteristici portici dove Augusto amava passeggiare; poi subito in zona concerto.

Il luogo è, come tutti gli anni, la zona industriale a sud di Novellara. Una tensostruttura per gli stand e i punti di ristoro, una seconda, più grande, per i concerti. Quest'anno, chissà perché, non è stato pavimentato con le assi ma è rimasto “nature” così, complice la pioggia e le infiltrazioni, il pubblico ha dovuto attraversare autentiche paludi e sabbie mobili inzaccherandosi fino al ginocchio. E il popolo nomade, paziente e rassegnato, ha incassato in silenzio. Previdente chi si è portato il ricambio di scarpe e brache.

Ingresso a 17 euro, all'interno già molti fans sotto il palco: quelli dello “zoccolo duro”, gli amici di tanti concerti arrivati a Novellara di buon'ora.

Siamo vicini alle prove ed infatti i Nomadi si presentano alla spicciolata sul palco accolti dagli applausi del pubblico già numeroso (almeno duemila presenti). Tutti più o meno eleganti nel loro consueto “casual”. Danilo, più “casual” degli altri per via di una insolita e buffa manica lacerata. C'è qualcosa di strano: pare ci sia una sorpresa per tutti. Infatti partono le note di un brano a noi sconosciuto. Solo la musica. Le parole, che Danilo emette solo per il suo auricolare, non arrivano al pubblico. Capiamo subito che dev'essere il brano nuovo, quello che dà il titolo al nuovo album. La melodia è accattivante, con gran lavoro di Beppe, Daniele, Massimo, Sergio e Cico per un brano decisamente duro, un “lentaccio” d'altri tempi. Lo ripetono per tre volte sempre “senza parole”. E' evidente che lo devono provare e in noi scatta la voglia di ascoltarlo, speriamo in versione integrale, più tardi.

Nell'attesa del concerto vero e proprio ho modo di incontrare tanti amici: oltre, diciamo, ai consueti come molti della Provincia Granda arrivati già oggi senza dover usufruire dei pulmann di domani, ho incontrato Antonio di Latina, conosciuto ad un concerto a Roma, che, con moglie e figli si è diretto qui per il solo concerto del sabato. Complimenti: mille chilometri di autentica fede nomade. Molti fans, però, arrivavano da molto più lontano, qualcuno anche dall'estero. Ma, almeno, per due o tre giorni di concerti! Davvero molti i fans club rappresentati: ho contatto ben 108 striscioni alzati ai saluti finali. Ma non corriamo troppo: devo raccontarvi ancora del concerto.

Verso le 21.30 i Nomadi, preceduti da un CD di fondo comprendente addirittura Aqualung dei Jettro Tull e Smoke on the water dei Deep Purple, sono saliti sul palco ed in quel momento abbiamo capito che stava per accadere ciò in cui confidavamo. La prima assoluta del brano “Con me o contro di me” in apertura di concerto. Straordinario, sublime, immenso. Un grande Danilo, finalmente “in chiaro di voce”. Subito piaciuto e non solo da me. Di una forza travolgente: un brano “da Nomadi” che sottolinea l'intenzione di continuità della splendida storia musicale del gruppo. Questo brano era in ballottaggio con quel “Dove si va” scelto per Sanremo che, dicono, è ancora più bello. Il concerto è poi proseguito con una scaletta “per intenditori” con brani a risvolto politico-sociale-impegnato accontentando, come sempre, il popolo nomade che si aspetta, per il sabato, un concerto “da Nomadi”. Ecco dunque “C'è un re”, “Io voglio vivere”, ”Noi non ci saremo”, ”Oriente”, “Sangue al cuore”, “La canzone della bambina portoghese” (in versione gucciniana) dal grande impatto col pubblico per quel ridondante “Vivere, vivere,...poi, poi, vivere” finale. Ecco ancora “20 de april”, “Auschwitz”, “ Hasta siempre comandante”, “Il pilota di Hiroshima”, “Stagioni”. Grande entusiasmo quando Danilo, per ricordare l'eroe dell'apartheid, ha proposto “Biko” di Peter Gabriel in lingua originale.

Bel momento di intermezzo con i fratelli Egiziano, un trio calabrese che i Nomadi hanno accompagnato nel brano dei Bee Gees “Staying alive” tratto da “La febbre del sabato sera” che, quando avevo la metà degli anni che ho adesso, rappresentava la colonna sonora del divertimento giovanile di allora improntato sulla musica “disco”. Davvero bravi questi fratelli: uguali agli originali nella voce, nelle movenze e nei costumi tali da conquistarsi gli applausi e la simpatia del pubblico. Poi, con gran sorpresa e soddisfazione del pubblico, la replica del nuovo brano con conseguente ripetizione dei fragorosi applausi. Finale con i consueti brani conclusi dall'inno nomade partito che era già quasi l'una dopo mezzanotte per via dell'interminabile, paziente, a volte noiosa esposizione dei tantissimi striscioni dei fans club. “Battesimo” per gli striscioni nuovi della Provincia Granda e dei Poirinomadi.

Ora a nanna perché domani sarà una giornata ancora più lunga e sicuramente anche più intensa.

DOMENICA   19   FEBBRAIO

In attesa del concerto-fiume (così era scritto sulle locandine) del pomeriggio, la tradizione vuole che si compiano alcuni “riti” legati al luogo e al momento. Quindi omaggio alla tomba di Dante Pergreffi, visita alla mostra dei quadri (ma quanti ne ha dipinti!) di Augusto, visita (esterna) alla casa di Augusto, scatto di fotografie nei luoghi significativi, incontro con gli altri fans.

La pioggia, intanto, ha smesso di tormentarci: tornando al luogo del concerto ci accorgiamo che qualche santo ha pensato bene di stendere della provvidenziale ghiaia sul fango del terreno e le nostre scarpe, faticosamente ripulite la sera prima, potranno restare monde. Altri 17 euro ed entriamo. Tremila, poi quattromila, seimila, forse settemila persone o più presenti all'inizio delle esibizioni avvenuto poco prima delle 14. Il NFC Provincia Granda presente con oltre centocinquanta soci. Hanno suonato per primi i gruppi vincitori del concorso riservato alle nuove proposte, presentati da una brillante e carinissima Francesca Meniconi, concorrente all'ultima Miss Italia, poi i gruppi supporter tradizionali dei Nomadi: Godiva, Marzia e una travolgente Isa Bo dei Mirage.

E' stata poi la volta di Red Ronnie che ha dato il via al cuore delle premiazioni. A Francesco Renga come gia detto, il premio principale del Tributo ad Augusto. Altri premi e solidarietà da parte dell'Associazione Augusto per la vita per le azioni di volontariato del Tibet e per la nuova struttura ospedaliera di Padova. Il premio “Nomade dell'anno” è andato ad Antonio Ricci di Striscia la notizia. (Per maggiori dettagli visitate il sito ufficiale di Nomadi). Bravi tutti, comunque. Bell'intervento di Don Mazzi che si è detto (non prima di essersi scusato col pubblico) “incazzato per due cose: una per quelle pappe-molli dell'Inter (ha pareggiato col Livorno 0 a 0) e per la legge Giovanardi che mette sullo stesso piano tutte le droghe impedendo ai giovani di farsi qualche spinello o pasticca in santa pace”. Intervento anche della figlia di Carletti, Elena, in quanto Assessore alla Cultura del Comune di Novellara che ha premiato i vincitori della rassegna di cortometraggi intitolata proprio “Ma che film la vita”.

Il tendone è ormai gremitissimo: saremo oltre settemila. Osserviamo la presenza massiccia di telecamere: sarà perché i Nomadi vanno a Sanremo, che c'è Renga, o Ricci, o la Meniconi. Resta il fatto che ho nuovamente “beccato” mio fratello protagonista di un `intervista da parte di Canale 5. Poco dopo le sedici i Nomadi hanno dato il via a quello che, alla fine, risulterà essere stato uno straordinario concerto per contenuti, sostanza, apprezzamento, impegno. Partenza con l'applauditissimo brano nuovo “Con me o contro di me” e poi grande cavalcata con i brani più rappresentativi e trascinanti come “La vita che seduce”, “L'ordine dall'alto”, “Oriente”, “Gli aironi neri”, “Lontano”, “Soldato”, “La collina” (davvero maestosa), “Senza Patria”, “Io voglio vivere”, e replica di “Hasta siempre...”, “Biko” e “Con me o contro di me” (un brano proposto ben sette volte in due giorni!). Fans entusiasti e soddisfatti per questo concerto che ha concluso l'appuntamento novellarese. Sono già le 19 e ci sono oltre cento striscioni da alzare: rinunciamo volentieri a questo sublime momento e, per una volta, lasciamo Novellara prima di “Io vagabondo” (anche se, per una bizzarra bufera di neve avvenuta nell'astigiano, siamo rimasti bloccati sull'autostrada fino a mezzanotte...). Ora aspettiamo i Nomadi a Sanremo, per il festival e per il concerto del 1° marzo. Noi fans ci rivedremo tutti lì!

P.S. un saluto e ringraziamento particolare va a Cristina di Bagnolo per la gentile ospitalità offerta ai Poirinomadi.           GIORGIO

ALCUNI  SCATTI  FOTOGRAFICI  PER  LE  STRADE  DI  NOVELLARA

 

IL CONCERTO

L'INTERVISTA A BEPPE CARLETTI

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MA LE SORPRESE NON SONO FINITE....IL RITORNO A CASA.

I FRATELLI     POIRINOMADI     aldo e giorgio