Novellara 16 17 febbraio 2008

CONCERTO DEL XVI TRIBUTO AD AUGUSTO

Irrinunciabile l'appuntamento del popolo nomade a Novellara per ricordare la morte di Augusto Daolio nel giorno della sua...nascita. Avrebbe 61 anni, oggi, Ago. Quest'anno non è solo, ad essere ricordato. I Nomadi, attraverso le toccanti parole di Beppe Carletti, hanno voluto dedicare il doppio concerto anche a Giovanni Pezzulo, il militare italiano ucciso qualche giorno fa in un agguato a Kabul (“trafitto da 15 proiettili”). Giovanni era anche un fans dei Nomadi. E come fans dei Nomadi, ma non solo per questo, aveva lo spirito altruistico di chi rischia la propria pelle per portare aiuto a chi è più bisognoso. E' morto mentre portava aiuti in Afghanistan, da eroe. In suo onore, per tutto il tempo, sul palco dei Nomadi ha sventolato il tricolore italiano.

Da quest'anno raggiungere Novellara è più facile e diretto: dallo svincolo autostradale di Reggio Emilia si attraversano uno dietro l'altro i nuovi, magnifici, futuristici ponti che scavalcano la A1 e la ferrovia. In un baleno si arriva a Bagnolo e pochi chilometri dopo ecco le prime case, il passaggio a livello, i portici, il torrione del castello di Novellara. Oltre che con lo striscione di benvenuto al popolo nomade, la cittadina accoglie i fans in un freddo pungente e fastidioso. Nella partita del sabato pomeriggio, persa dalla squadra dei Nomadi per 4 a 1 contro i ragazzi del Pit Stop F1 della Ferrari, molti degli spettatori sono fuggiti per il troppo freddo. Questo rende ancor più eroica la prestazione dei giocatori in campo che comunque hanno proposto momenti di buon spettacolo calcistico. Nell'attesa del concerto ci si incontra con gli amici fans, si passeggia per la cittadina, si beve qualcosa di caldo nei locali presi d'assalto dai più freddolosi. Poi si raggiunge il palatenda, disperso, come l'anno scorso, nei prati lungo la strada per Campagnola. Ma è l'ultimo anno, poi bisogna cambiare posto: stanno costruendo la circonvallazione nord che passa proprio sull'asse del tendone. Torneremo nella zona industriale?

Pagati i 18 euro di ingresso percorriamo la polverosa acciotolata che ci porta al concerto: alle 21 saremo presenti in circa 5000 (ma non c'è il pienone, forse domani) e, dopo l'esibizione dei gruppi “apripista”, ben oltre le 21.30 ecco i Nomadi salire sul palco. Beppe, come detto, esprime il ricordo a Giovanni che il pubblico incornicia con un lungo e sentito applauso e il concerto va a incominciare. Osservo che ci sono molte novità tecniche: la struttura del palco tutta in tubolare con specie di penisola a sorreggere la nuova batteria di Daniele; nuove anche le tastiere di Beppe, le chitarre di Massimo, Danilo e Cico. Non so se è nuovo anche il violino di Sergio. Nuovi e supercomputerizzati anche i mixer (quello di Antonio sul palco e quello di Atos in platea): molto più piccoli e maneggevoli da trasportare. Nuovo anche l'impianto luci con l'inserimento di nuovi effetti multicolori a barre verticali. Non c'è più l'antiestetica e ingombrante “americana”. Nuove anche le casse altoparlanti: più piccole e dal suono più “metallico”, ma devono “farsi”. Dopo i concerti teatrali, la nuova attrezzatura tecnica viene inaugurata proprio qui a Novellara. Necessita ancora forse di qualche regolazione nelle amplificazioni e poi sarà perfetta. Nomadi “vecchi” e tecnologia nuova: un segno di continuità della tradizione. Il popolo nomade può stare tranquillo, che di concerti ne vedrà ancora tanti.

 

Inizio grandioso con i brani Contro, C'è un re, Senza Patria, Una storia da raccontare e una stratosferica La collina. I Nomadi sfoderano tutta la loro carica, la loro voglia di suonare, il desiderio di ricominciare un altro anno di concerti. Esecuzioni perfette; sanno di essere alle prese con nuovi strumenti ma li addomesticano bene, li dominano, li sfruttano al meglio per dare il massimo. (Piano, Daniele, che la batteria è nuova!). Vengono presentate le nuove canzoni Ci vuole un senso e La mia terra, per la prima volta in “versione concerto” ricavandone intensi applausi. Massimo e Danilo sono insuperabili nell'esecuzione di quest'ultimo brano: un duetto di voci che molti gruppi invidiano. La scaletta è zeppa di sorprese: Sera bolognese, Marta, I ragazzi dell'ulivo, Salutami le stelle e una Come potete giudicar in arrangiamento teatrale con cambio di ritmo (da reggae a rock). Un piacevole concerto intriso ancora dei brani migliori delle ultime produzioni e terminato con i consueti pezzi finali (Io vagabondo in netto ritardo sulla tabella di marcia per la consueta, estenuante, interminabile lettura degli striscioni, Provincia Granda copreso). Poco oltre l'una il popolo nomade e i Nomadi stessi, stanchissimi, si ritirano nella gelida notte per essere pronti domani pomeriggio per il secondo concerto. Quello di stasera ha accontentato, credo, proprio tutti.

 

Nella mattinata della domenica si è svolta la rassegna “Ma che film la vita” con proiezione dei cortometraggi vincitori. A mezzogiorno il popolo dei fans, che si irrobustisce per l'arrivo dei pulmann provenienti da tutta Italia (compreso il “Chiesa” della Provincia Granda), si riversa nelle pizzerie e nelle locande (o nel proprio camper) per il pranzo e, alle 15, si dirige verso il palatenda, adeguatamente riscaldato, pagando altri 18 euro di ingresso (ma perché, a chi va ai due concerti, non è previsto uno sconticino?). Il concerto della domenica pomeriggio è presentato, come di consueto, da Red Ronnie. Prima dei Nomadi si esibiscono i giovani e i gruppi cover individuati come promesse del circuito canoro. Poi, ancora Beppe Carletti che annuncia il vincitore (purtroppo alla memoria) del “Nomade dell'anno” andato, giustamente, a Giovanni Pezzulo alle cui esequie sono state diffuse le note di “Io vagabondo”. Il premio viene ritirato dalla forte e coraggiosa figlia Giusy cui vanno anche le nostre sincere condoglianze.

 

Rosy Fantuzzi, Presidentessa dell'Associazione Augusto per la Vita, annuncia l'Ente a cui, quest'anno, andranno i fondi raccolti: si tratta di ben 48.000 euro che vanno all'AIRC di Candiolo (TO) per contribuire a combattere e vincere, ci auguriamo, il male che le ha portato via, sedici anni fa, il suo amato compagno.

 

Alle 16 e 15 i Nomadi prendono posto sul palco accolti dall'applauso dei circa 6000 presenti e iniziano la galoppata con Come potete giudicar, Io voglio vivere e la rediviva e potente La vita che seduce (richiamata ben quattro volte dai fans). Sentiamo partire le note di una canzone conosciuta: Samarcanda, che non è dei Nomadi. Infatti, come preannunciato ecco unirsi sul palco Roberto Vecchioni, premiato con il ricavato per il Tributo ad Augusto subito girato nelle mani del medico per opere benefiche in Kenia. “Il premio più bello che ho ricevuto in vita mia”, ha detto Roberto. Infatti sul palco di Novellara pare trovarsi a suo agio e prosegue affannato la sua Samarcanda fino allo stremo della voce. Grandi applausi per lui. Il concerto prosegue con una bella sorpresa: L'angelo caduto seguita da L'aviatore, La libertà di volare e una stratosferica quanto fascinosa Asia. Questi sono i Nomadi che vogliamo! Vengono riproposte le due nuove canzoni unite a brani storici come Salutami le stelle e I ragazzi dell'ulivo, presentate anche ieri. Ancora altri piacevoli brani come Marta, Crescerai, Auschwitz e una splendida Il paese dove Sergio dimostra di saper suonare anche il flauto dritto. Ancora un ospite, per la gioia delle fans più giovani: Gianluca Grignani che presenta un suo intenso pezzo. La presenza di Grignani è significativa in quanto farà coppia con i Nomadi al prossimo Festival di Sanremo.

 

Arriviamo ai brani finali che sono quasi le 20: rinuncio volentieri ad assistere per la seconda volta all'elencazione dei cento e passa striscioni portati dai fans e lascio il Palatenda soddisfatto per questi due giorni nomadi. Presto il gruppo tornerà in Piemonte con la prima data l'8 marzo a Giaveno. Per chi non è stato qui il consiglio è: accorrete a vedere i Nomadi. Con loro non ci si ringiovanisce, certo, ma è anche vero non ci si invecchia mai. Un saluto a tutti gli amici fans incontrati e a tutto il Fans Club Provincia Granda.

GIORGIO

il ricordo di Novellara attraverso le parole di giorgio

prendono colore con le immagini.

Riassunto

freccia a destra, si esce dalla A 1

pochi chilometri e per noi ... il ritorno.

La passeggiata nel paese è d'obbligo

Inconfondibili i suoi portici

Un ... fiume di gente, impossibile farli vedere tutti

Ma adesso avviciniamoci nel luogo del concerto, giustamente indicato

I vigili aiutano a smaltire l'afflusso della gente, e dopo la coda,

  1. finalmente i biglietti. Prendo due e .....pago due. Vi ricordate lo "sconticino ?

Intanto fuori dal tendone, c'è chi aspetta di vedere qualche artista. Ottima la scelta della borsetta

Altri vengono intervistati

Finalmente qualcuno riusciamo a vedere,

l'arrivo di Daniele Campani e l'amico di sempre Red Ronnie

Qualche rapida stretta di mano, ma c'è chi va meglio.

Si è proprio lui Gianluca Grignani

L'amico Vecchioni, intirizzito dal freddo, preferisce stare in auto

Forse è meglio andare dentro anche noi per scaldarci e per vedere cosa succede.

Sul palco i Nomadi a trascinare la folla entusiasta.

Altri approfittano il momento del concerto per avvicinarsi agli stend delle associazioni benefiche e ,

chi invece vorrebbe arricchire l'abbigliamentio " nomade "

Ma la vera festa è tra gli amici e con la gente comune, insieme alle canzoni dei Nomadi.

Si perchè ogni canzone dei Nomadi è una storia che ci sta bene addosso, come un vestito

e i vestiti non guardano in faccia nessuno, vanno addosso a tutti.