NOVELLARA    25    FEBBRAIO     2012

CONCERTO DEL XX TRIBUTO AD AUGUSTO  E  DEL DEBUTTO DI CRISTIANO TURATO

Data importante per i Nomadi e per tutto il popolo del “Nomadincontro” quella del 25 febbraio 2012. Proprio oggi, nel giorno della celebrazione del ventennale della morte di Augusto Daolio, inizia il “terzo periodo” del gruppo di Novellara determinato dall'arrivo del nuovo cantante Cristiano Turato che è subentrato al dimissionario Danilo Sacco, il quale ha lasciato il gruppo alla fine dell'anno scorso. Troppa la curiosità per un evento il cui atteso protagonista è stato tenuto nascosto fino al momento del suo ingresso sul palco. Solo pochi addetti ai lavori erano al corrente della sua identità e, tra i fans e nei circuiti del web, si erano fatte mille ipotesi, anche fantasiose e talvolta strampalate. Una curiosità che ha spinto oltre cinquemila fans (ma è consuetudine, a Novellara, avere un'affluenza di molte migliaia di fans), ad assistere al concerto del sabato sera e altrettanti a quello della domenica pomeriggio; mi sono così aggregato ad alcuni amici, (orfano di Aldo che non ha voluto accorrere, forse a ragione, ad un concerto tenuto fino all'ultimo “a scatola chiusa”), per essere testimone di un evento che, comunque, andrà a scrivere un'altra pagina importante nella lunga storia dei Nomadi. A dire il vero un po' di tristezza e di rimpianto serpeggiavano tra il pubblico già ben prima dl concerto; forse da giorni, da settimane prima. Indubbiamente, Danilo, comunque sia, ha lasciato un grande vuoto. E ha lasciato i suoi ex compagni nei pasticci e tutti i fans in crisi. Ma la storia dei Nomadi è ricca di colpi di scena, di cambiamenti obbligati e non, di avvicendamenti, partenze e nuovi arrivi e non si sono mai fermati davanti alle scelte del destino. Cristiano, addirittura, è già il 23° componente dei Nomadi (e il 4° cantante “ufficiale”).

Ora vado in ordine temporale. Una cosa bella e incoraggiante è stata la magnifica giornata di sole, non fredda, anzi tiepida. Niente neve e niente fango nel camminamento sterrato che porta alla zona concerto. Buona l'organizzazione e la sistemazione dei punti di ristoro, dei servizi e dei luoghi di intrattenimento. Riscaldamento del grande tendone bianco fin troppo eccessivo. Alle 18, ora del nostro arrivo, si poteva ancora benissimo trovare posto nei pressi delle transenne; il grosso del pubblico sarebbe arrivato solo nell'imminenza dell'inizio del concerto, fissato alle 21. Ho incontrato numerosi amici fans e in tutti si poteva cogliere la trepidazione dell'attesa del nuovo nomade che da lì a poche ore avrebbe rivelato la sua figura e le sue doti canore; ma non si respirava la solita, rassicurante “atmosfera nomade” di Novellara. Nessuna prova del sound da parte dei Nomadi ma, poco dopo le venti, ecco le esibizioni dei simpatici cubani Los Trinitarios e del giovane Martino Corti (individuato da molti, nel periodo del “toto-cantante”, come un possibile successore di Danilo Sacco). Non sarà lui, infatti. E nemmeno Cisco, ex Modena City Ramblers (che ha cantato una canzone dal titolo “Augusto”) e neanche la Fornaciari o il suo fidanzato o il “neo-pensionato” Vasco Rossi.

Il nuovo cantante dei Nomadi si chiama, dunque, Cristiano Turato, è di Padova e ha 38 anni; sposato “con una bellissima moglie” (come ha detto lui) e un bimbo di tre anni. Le aspiranti fidanzate-fans sono avvisate. Più basso di statura di Cico (sarà per questo che l'ha scelto?), biondino con la cresta in mezzo, basette lunghe e pizzetto simpatico. Viene da un gruppo che fa dance e hip-hop e, per sua candida ammissione, ha dichiarato che lui, i Nomadi, non sapeva nemmeno chi fossero. Difficile credergli. Forse è un alibi. Una grande novità di Novellara 2012 è stata la possibilità di vedere i concerti in diretta attraverso la rete web di Roxy Music, gestita da un euforico, scatenato e costantemente afono Red Ronnie, che è venuto dall'amico Beppe Carletti a proporgli di trasmettere, in mondovisione (ci credo: è internet!!!), i concerti. Io, che maligno sempre, credo invece che sia stato il contrario. Fatto sta che mio fratello Aldo si è guardato il concerto dalla poltrona di casa e così ha fatto tanta altra gente. “Anche dalla California!!!” esultava Red Ronnie. Ma ci credo: è internet!!!! Poco prima dell'inizio Beppe, chiamato sul palco da RR per il discorso introduttivo alla manifestazione, ha ringraziato il numeroso pubblico per la massiccia presenza, ha ricordato Augusto e questi venti anni già trascorsi da quando ci ha lasciato ed ha ribadito che tra lui e Danilo non c'è stato nessun litigio e che si è trattato di una sua scelta. “Danilo ha scelto di fare il solista. Augusto invece no!” ha detto il Beppe nella certezza che questa sua frase fosse interpretata proprio come l'ho capita io e tanti altri. E poi, come aveva già fatto in precedenza, se l'è presa con qualcuno del popolo di facebook che usa il web nello stesso stile di quelli di San Damiano “ca tiru la pera e a scundu la man”, ovvero di quelli che si nascondono nei meandri di internet per sproloquiare a destra e a manca. Ma, caro Beppe; se ti tirano una pietra, tu la devi, prima di tutto, schivare, e poi la devi raccogliere e tirarla indietro a chi te l'ha lanciata. Vedrai che la smetteranno.

Detto questo, il pubblico ha dovuto attendere fino alle 21.45 per vedere iniziare il concerto. Dal back stage Red Ronnie ha intervistato Cristiano chiedendogli se era emozionato. Una domanda scontata alla quale l'educato ragazzo ha risposto nel modo altrettanto scontato:”Mi cago addosso!!!”. Bèh, anche noi fans ce la stavamo facendo addosso e non vedevamo l'ora di... trovare un bagno. Non so se questa l'avete capita. Fatto sta che i Nomadi, senza Cristiano, si sono finalmente presentati sul palco. Nuova disposizione, ossia come quella “teatrale”. Sergio Reggioli, per chi guarda dalla platea, davanti a sinistra; poi Massimo Vecchi verso il centro palco; il microfono per Cristiano al posto che fu di Augusto, Francesco e Danilo; Cico alla sua solita collocazione sulla destra. Al centro, dietro, Daniele Campani alla batteria e, alle spalle di Cico, le tastiere di Beppe Carletti. Dietro a Sergio le due graziose coriste (ci sono anche le coriste?) Monica Magnani e Cristina Montanari. Abbiamo quindi ben quattro cantanti in linea sul fronte palco. E le due coriste.

Inizio concerto, finalmente. Ho pagato i miei 20 euro per assistere ad un concerto di musica e non per ascoltare chiacchiere, discussioni e polemiche. Via con la musica! Si parte con “Ricordarti” cantata a tre voci (Massimo, Sergio e Cico) anzi cinque, comprese le coriste, seguita dall'appassionante “Ad est ad est”. Sembra tutto normale, a parte l'assenza di Danilo. Il pubblico ascolta e applaude, ma dentro di se è ansioso per l'arrivo di Cristiano e di vedere che farà, che dirà, come canterà. E infatti ecco il nuovo cantante presentato da Cico che, attraverso le sue consuete battutine, smorza la tensione sua, degli altri, di Cristiano stesso e dei fans. Appare molto più giovane di quello che è: un ragazzino in mezzo ad anzianotti. Pare sicuro di sé. Sorride, si presenta, saluta e ringrazia il pubblico pregandolo di aiutarlo in questo suo debutto. Sembra anche simpatico. E' ora di rompere il ghiaccio: e lo fa con “Sangue al cuore” che interpreta come gli è stato insegnato. Mmmmm, la differenza c'è e si sente. Abituati alla voce di Danilo, le mie orecchie fanno fatica ad adattarsi alla nuova tonalità. Lo stesso effetto che provo ascoltando una cover. Ma questa non è una cover dei Nomadi; questi sono i Nomadi e dovrebbe essere il meglio! La voce di Cristiano, pur potente e profonda, non raggiunge gli apici del suo predecessore. In questo è molto aiutato dalle vocalist che tirano su gli acuti. Cristiano ha una voce più bassa, alla Piero Pelù. Io personalmente lo trovo abbastanza somigliante, di voce e di aspetto, a James Hetfield, cantante dei Metallica. Sembra irriverente (nei confronti di Hetfield), ma questa è stata mia prima impressione. Comunque gli applausi arrivano e questo fa tirare un sospiro di sollievo a Beppe e al cassiere. E' fatta: Danilo dovrebbe essere solo più un ricordo. O un rimpianto?

Si prosegue con “Una storia da raccontare” cantata da Massimo e Cristiano: abbastanza corretta. Di seguito viene proposta “Il serpente piumato” cantata da un grande Massimo, mentre Cristiano viene confinato ad accompagnare di chitarra o di bongo. Il pubblico segue e applaude, certo. Beppe, prima del concerto ha chiesto di essere comprensivi, la prima volta. Ma al di là delle transenne, nel luogo dove di solito i fans della prima fila si scatenano in cori, salti, applausi, regna la calma, per non dire l'indifferenza. Qualcuno accanto a me, ascoltando Cristiano scuote la testa manifestando scontentezza e rimpianto insieme. Di questo se ne accorgerà anche Beppe che nel corso del concerto della domenica interromperà l'esibizione dicendo:”Sentite: Danilo era Danilo e Cristiano è Cristiano. Sono due cose diverse. Cercate di capire questa cosa perché a me, a vedere certe facce qui davanti, mi cadono le palle”. Una vera e propria crisi di nervi. In effetti, Beppe deve aver passato dei brutti momenti quando si è messo a cercare il successore di Danilo. Ha affermato che ai provini si è proposta gente che non sapeva nemmeno cantare... Se, alla fine, hanno scelto Cristiano, loro (intendo Beppe, Cico, Massimo e Sergio) che sono degli esperti, non si saranno di certo sbagliati, no?

Cristiano ha poi proposto “Toccami il cuore” e “La libertà di volare”, cantate con impegno, senza stonature o sbavature. Mi è parso che canti tutto a memoria e questo è un punto in suo favore. Mancano le sopraelevazioni vocali cui ci aveva abituato Danilo, ma la colpa non è sua. Tutti i brani sono stati proposti di un tono inferiore ed è per questo che sono apparsi magari un po' piatti e troppo regolari. Per compensare questo fatto, sono stati ritoccati anche gli arrangiamenti, arricchendoli di sfumature più rocckeggianti. In effetti, è questa la direzione che sarà intrapresa dai Nomadi 3: un gruppo un po' più rock. Vedremo. Sul grande megaschermo che troneggia dietro agli artisti si può, intanto, seguire ciò che viene trasmesso dalla diretta di Roxi Bar e il buon Red Ronnie inserisce, talvolta, vecchie (ovviamente) registrazioni con Augusto Daolio, chiamato dall'aldilà a benedire quest'altro suo successore. Viene proposta “La settima onda” cantata da Massimo, Sergio e Cico e il pubblico riprende ad applaudire con più veemenza. Cristiano se ne sta tranquillo ad accompagnare di chitarra e fa di tutto per apparire simpatico e partecipe. Certo, anche per statura, di presenza scenica ne ha poca, per ora. Ma è stato detto, all'inizio, che i Nomadi sono un gruppo e, d'ora in poi, lavoreranno “da gruppo” così come si faceva nella fabbrica dove lavoravo io e c'erano “i gruppi”, dove tutti i componenti dovevano contribuire “in egual misura al raggiungimento dell'obiettivo”. Ho capito in quel momento che Cristiano e qualsiasi altro componente del gruppo, non potrà più diventare il leader. Tutti sullo stesso livello, d'ora in avanti. Così, se qualcuno decide di lasciare, non sarà più un dramma.

Ora una terna di canzoni; la prova del fuoco per Cristiano: “Auschwitz”, “Dove si va” e “La collina”. Mi pare che su Auschwitz ci sia stato un errore su una strofa; corretta Dove si va (ma questa la cantano tutti) e, per quanto riguarda La collina, beh, andate a riascoltare il finale di Danilo con l'orchestra di Bruno Santori. Quando Cristiano riuscirà a fare altrettanto, avremo già fatto notevoli passi avanti. Prima della pausa Cico ha proposto una nuova versione de “Il paese”, Massimo ha cantato “Tutto a posto” e Sergio si è coraggiosamente cimentato in una versione molto blues di “Qui” facendo ora lui rimpiangere la struggente versione di Danilo. Ma a me è piaciuta lo stesso. Una canzone così profonda non deve essere lasciata fuori da una scaletta come si deve; e qualcuno deve pur cantarla! Bravo Sergio! Riequilibrando gli impegni dei singoli, sono cresciuti i compiti di Sergio, Massimo e Cico. Coinvolte anche le coriste che, dopo la bella esibizione di “Suoni” da parte di Sergio e Beppe, hanno interpretato, da soliste, una curiosa versione de “Il paese delle favole” con, addirittura, Daniele Campani alla chitarra ritmica e Cristiano Turato alle percussioni.

Pochi i brani “da urlo”. “C'è un re” proposto da Cristiano è stato arricchito di nuove sonorità che hanno mascherato alcune lievi sbavature. Mi è piaciuta la canzone “L'uomo di Monaco” cantata da un attento e concentrato Cristiano. Forse la sua esibizione migliore. Così come mi è piaciuta “Senza patria” cantata da Sergio e “Dio è morto” cantata da Massimo. A Cristiano è stato riservato, ovviamente, il finale con “Io vagabondo” dopo la lettura degli oltre cento striscioni depositati sul palco dai Fans Club di tutta Italia (in tutto Cristiano ha cantato dodici canzoni su trenta). Concerto che si è chiuso all'una di notte sotto gli applausi del pubblico avviato alle proprie case o al proprio albergo o al camper. Molti, domani, saranno ancora qui per il secondo concerto. Io no. Avevo detto che volevo assistere al solo concerto del sabato e poi rientravo. Se avessi deciso di fermarmi anche la domenica, forse, ne sarei stato pentito. Volevo essere presente al debutto dei Nomadi 3 e ci sono stato e questa è la mia testimonianza.

Siamo all'inizio di un nuovo percorso. Dev'essere difficile per Beppe, per Cristiano e per i fans percorrere questi primi passi. Sostituire Danilo è un'impresa certamente difficile; ma è anche capitato che, nelle sue ultime esibizioni, Danilo venisse anche fischiato per le sue carenze di voce, dovute, forse, alla necessità di non spingere troppo a causa dei suoi trascorsi di salute. A questo punto preferisco un Cristiano al cento per cento che un Danilo al cinquanta e nulla mi vieta di pensare che Danilo se ne sia andato, umilmente, proprio per amore verso i Nomadi, quasi ammettendo che, con lui cantante a mezzo servizio, sarebbero andati verso un immeritato tramonto. Ad ogni modo, di voci come la sua ce ne sono solo due o tre in Italia. Mi auguro e gli auguro che Cristiano Turato, trascorsi i primi momenti, dove l'emozione può giocargli a sfavore, arrivi a dimostrare le sue capacità e tacitare i detrattori. Sentivo dire, tra il pubblico:”Con Danilo era un'altra cosa....”. Ma quando Danilo iniziò, vent'anni fa, quegli stessi dicevano:”Con Augusto era un'altra cosa...”. Ecco, caro Cristiano; ti auguro e mi auguro che, un giorno, si dica:”Con Cristiano era un'altra cosa...”. Lasciamo che il giovanotto compia il suo percorso di integrazione nel gruppo che lo ha voluto con se; i fans si adatteranno e Danilo, per chi vorrà, sarà rintracciabile in altri contesti. In fondo, come diceva il buon Edoardo Bennato:“Sono solo canzonette”.

Un saluto agli amici compagni di viaggio (che bello non dover guidare), agli amici della Provincia Granda, a Michelangelo, a Tony degli Aironi Neri, a Manuel del NFC “Il fiume” di Padova, la coppia di amici di Biella, alla gentile “bella fans” e a tutti coloro che ho avuto occasione di incontrare. Grazie a Paolo per il recupero degli striscioni e per le foto.

Scaletta della serata di sabato: Ricordarti, Ad est ad est, Sangue al cuore, Una storia da raccontare, Il serpente piumato, Toccami il cuore, La libertà di volare, La settima onda, Auschwitz, Dove si va, La collina, Il paese, Tutto a posto, Io voglio vivere, Crescerai, Qui, Suoni, Bianchi e neri, C'è un re, Ho difeso il mio amore, Gordon, Mediterraneo, L'uomo di Monaco, Good-bye, Senza patria, Ricordati di Chico, Salutami le stelle, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, Te Deum.

 

P.S. Scusatemi, ma non ho potuto fare a meno di ascoltare in cuffia, mentre scrivevo questo articolo, alcuni Cd dei Nomadi 2. Per adesso ho solo quelli!

Giorgio