I Nomadi a Paderna ( AL ) 25 giugno 2005           CONCERTO DELLE COSE MINIME

Ancora una volta i Nomadi in Piemonte. Questo di Paderna, piccolo paese di 250 abitanti adagiato sulle colline del Tortonese, segue i recenti concerti di Torino, Cannobio, Cameri e Peveragno e siccome occorre far 31 ecco che la nostra carovana di fans (Ricky, Anto, Nadia, Barbara, Marina, Ivana, Aldo ed io) è partita nella rovente serata di questo mercoledì per fare i 100 chilometri di autostrada verso il basso alessandrino. Pochi chilometri dopo Tortona ecco lassù Paderna. Il concerto si svolge, però, nel sottostante campo sportivo immerso in una bella zona di campagna con prati, colline, pini. Tutto ben organizzato, ampio parcheggio, ampi spazi per le biglietterie e i punti di ristoro. Un clima complessivamente disteso, tranquillo, in mezzo alla natura e alle gentili persone dell'organizzazione. Biglietto a 18 euro nonostante l'aiuto dello sponsor vignaiolo Masini.

Il palco montato in fondo al campo di calcio. Le prove si sono appena concluse davanti ad un pubblico di ben 18 persone (ad esclusione degli addetti ai lavori). Spira un vento forte che rinfresca un po' l'attesa: da qualche parte ci sarà un temporale...

Osservo che le basse transenne sono state poste sommariamente attorno al palco: non ci sono né agenti della security, né gorilla, né divise a proteggere l'area; solo qualcuno della Protezione Civile. Si è abbastanza liberi di girare al di qua e al di là delle transenne, ma nessuno ne approfitta e c'è più ordine di quando siamo controllati. La gente comincia ad affluire con calma, senza ammassarsi, lasciando ampi spazi vuoti. Vedo arrivare e saluto gli amici fans (cominciano a diventare davvero tanti): la Famiglia Nomade di Murisengo e Valcerrina, gli amici di Montanera, di Murazzano, Cassano Spinola, Casale, Asti (tra cui Silvana al battesimo nomade e Sonia che dopo Osasio di un mese fa è già diventata, dopo soli cinque concerti, una costante presenza allineandosi ai più assidui fans di Beppe e C.), Alba, “Barba” di Bologna, Valter della Brianza, Simona di Trofarello. Tutti abbiamo trovato posto dietro le transenne pronti a dar man forte ai musicisti che,... se non si sbrigano a cominciare, qui salta il concerto: guarda laggiù che nuvoloni!

Dopo la solita accoppiata di panino e birra acquistati all'onesto prezzo (rispetto ad altri luoghi visitati) di 5 euro, eccomi pronto per il mio sesto concerto in sette giorni (4 Nomadi e 2 cover).

Sempre tranquillamente i Nomadi si presentano sul palco: i malcontati 1500 presenti li ricevono con il doveroso applauso di benvenuto e poi via con il Corpo Estraneo seguito subito dopo dal Sangue al cuore e da Una storia da raccontare. Mi danno l'impressione che stasera il loro ospite gli abbia fatto assaggiare tutta la produzione vinicola della stagione: a Danilo “scivolano” le parole mentre gli altri ostentano una strana euforia... Passa mezz'ora e sono OK. Ecco Trovare Dio e Il fiore nero frammiste ai brani nuovi. Ecco ancora Auschwitz e l'uomo di Monaco. Forza, correte che qui si scatena il diluvio! Ecco ancora il Pilota di Hiroshima. Ad un certo punto non si capisce se i flash che vediamo hanno origine dall'americana, dalle digitali o dalle nuvole. Poi capiamo: proprio sul brano In piedi (in piedi, in piedi, io resterò, e resisterò, senza voltarmi indietro, camminerò) i primi goccioloni cadono sul pubblico (i Nomadi stasera, prudentemente, hanno voluto la copertura) ed ecco che ognuno è corso ai ripari: k-way, golfini, giubbini, ombrelli; chi non aveva niente, come me, si è spogliato (per mantenere asciutta la maglietta). Ma tutti sono rimasti al loro posto. Come premio, dopo 3 minuti, ha smesso e la paura è passata. Credo che i Nomadi siano stati contenti di questo: il concerto non si è fermato nemmeno un secondo e nessuno si è perso niente.

Sempre ottimo il brano di Sergio “Alba sul mare” accompagnato da Beppe al piano, poi avanti con il repertorio classico (Rotolando va, Stella cieca, Storie di mare) fino ad arrivare al brano Ma che film la vita sempre molto bello e sempre ben eseguito: grazie Augusto! Pochissimi anche gli striscioni (ne ho contati cinque: meglio così, per una sera Cico non deve fare gli straordinari e noi possiamo ripartire prima perché domani si lavora). Consueti brani finali con grande partecipazione di pubblico. Beppe accetta sempre la presenza dei bambini sul palco per Io vagabondo ed il finale rimane gioioso per tutti sia per il bel concerto, sia per il grazioso luogo e sia per il pericolo-temporale scampato. Grazie Paderna: hai battuto il record delle cose minime e tutto è stato meraviglioso. Al prossimo concerto!

Giorgio dei POIRINOMADI

Andare a Paderna per me ha voluto oltre ai Nomadi, essere vicino a Castellania, terra di Fausto Coppi, l'Airone che spianò le montagne.

Aldo