CONCERTO DI PETER

Peter Gabriel, naturalmente. L'ex leader dei Genesis idolo di Danilo Sacco il quale, a un certo punto del concerto, così com'è successo quest'anno a Novellara, ha voluto proporre integralmente il brano “Biko”. Ma cominciamo dall'inizio. Un concerto dei Nomadi a Pavia, di domenica, al riparo di un palazzetto (la sera incomincia a fare freschetto), a un mese dopo l'ultimo visto (Castagnole), merita sicuramente il viaggio. In più, con me, “orfano” di Aldo, la piacevole compagnia della giovane fans Dany di Beinasco, orfana a sua volta della sorella Saby. In più, ancora, la possibilità di rivedere i Nomadi domani sera a Piscina di Torino.

Alle 17 eravamo già sul posto: nel vetusto e tetro Palazzetto dello Sport “Giuliano Ravizza” erano in corso le rifiniture di montaggio del palco stranamente disposto perpendicolare alle due ampie tribune laterali. Di fronte solo l'insignificante tribunetta dei giudici e metà del campo del volley protetto da uno strato di gomma. Ma non vi si poteva ancora accedere: la solerte e puntigliosa Commissione osservava e giudicava i lavori dello staff facendo talvolta le pulci su cose assolutamente insignificanti. L'ho detto tante volte: il Palazzetto sarà già “commissionato” di suo, no?. Il palco e le attrezzature dei Nomadi avranno anche loro un certificato di sicurezza, no? La disposizione degli elementi di protezione (transenne, antincendio, vie di fuga) saranno già state provate e collaudate, no? Ma allora perché diavolo, per non dire altro, si aspetta fino alle 19 per deliberare l'OK al concerto? Queste cose bisogna farle prima. Se trovano qualcosa che non va, mandano tutti a casa? Organizzatori compresi?

Comunque, alla fine di tutto ciò, i Nomadi, intanto arrivati, i fans, la sicurezza e compagnia bella, sono finalmente potuti entrare all'interno per le prove, pagando tutti quanti 20 euro, (un avviso alla biglietteria informava che “Non si accetta alcun tipo di biglietto di favore”). Che abbiano fatto pagare l'ingresso anche ai ragazzi dello staff? Pavia è una città geograficamente comoda per i nomadisti: infatti molti fans sono giunti dal Piemonte, dalla Liguria, dall'Emilia. Per molti di loro questo potrebbe essere, salvo qualche tardiva data, l'ultimo concerto dell'anno. Tra il pubblico mi ha fatto piacere incontrare alcuni elementi dei gruppi cover SOS Nomadi e Segnali Caotici, giunti qui per “vedere” più che per imparare, perché quello che fanno lo sanno già fare bene. Alle 21.30, davanti a circa 2000 spettatori quasi tutti seduti sulle gradinate laterali, il concerto è iniziato con “In piedi”, “Una storia da raccontare”, “Non è un sogno” e via via le altre. Subito mi sono accorto della non perfetta resa acustica dovuta probabilmente alla posizione delle casse rispetto ai volumi del palazzetto. Ma nel “cono” di Atos si sentiva abbastanza bene e di lì ho seguito il concerto. “Trovare Dio”, “Tempo che se ne va”, “Santina” hanno scaldato il pubblico così come hanno ottenuto buona risposta i cinque brani tratti dall'ultimo album “Con me o contro di me” (soprattutto il brano sanremese e quello dedicato a Marco Pantani).

L'esecuzione di “Biko” è stata decisa al volo da Danilo per ribattere scherzosamente a una sfida di chitarra lanciatagli da Cico. Devo dire che Danilo (con l'intero gruppo) se l'è cavata benissimo. (I Nomadi potrebbero suonare qualsiasi brano rock di qualsiasi artista italiano e straniero: lo hanno dimostrato in più di un'occasione). Proseguendo nel concerto, nell'annoso brano “Ricordati di Chico”, ha collaborato come percussionista un simpatico e pittoresco senegalese provvisto di un curioso bongo percosso da un particolare osso ricurvo. Poche altre emozioni per un concerto lineare, con qualche piccola sbavatura tecnica, fino ai tradizionali brani conclusivi. Siamo quasi al termine della lunga tourné estiva 2006: 120 concerti in un anno sono in pochi a farli. Un po' di stanchezza c'è, è ovvio. Tra qualche giorno i Nomadi si fermeranno per la consueta pausa autunnale e poi ci saranno sicuramente altre date. Noi fans le aspettiamo con ansia. Intanto l'arrivederci è per domani a Piscina. Uhmm...uscendo dal PalaRavizza ci accorgiamo che piove. Andiamo, Dany. E speriamo bene per domani sera. Il concerto di Piscina è l'ultimo del calendario: non me lo voglio perdere nemmeno se dovrò rimanere per tre ore sotto il diluvio...(le ultime parole famose).                                    Giorgio