I NOMADI A PIACENZA 26 MAGGIO 2005

CONCERTO DELLA SAUNA

In una limpida e calda serata di fine maggio è stato quasi un dispiacere assistere ad un concerto al chiuso (!) del pur ampio e altissimo Palabanca, una tensostruttura supertecnologica inaugurata tre mesi fa dislocata nel caotico interland piacentino in direzione di Cremona: percorsi obbligati, tunnel, transenne ovunque e caldo, tanto caldo. Organizzato dall'Anmil, Associazione nazionale invalidi e mutilati del lavoro col patrocinio del Comune, della Provincia di Piacenza, è stato seguito da circa 2500 spettatori (un po' distratti, come càpita sempre in terra emiliana) che hanno pagato il biglietto di ben 20 euro. Pochi visi conosciuti (l'immancabile Davide di Reggio Emilia, Gianluca dalla vicina Fiorenzuola, Antonella e figlia di Casale e, quali rappresentanti della Provincia Granda, Nadia e Claudio di Cassano Spinola e Silvia di Alba). Questo, per noi della famiglia nomade, rappresenta una mezza delusione perché ai concerti si va anche per fare gruppo e per ritrovarsi tra noi fans. Prima dei Nomadi si sono esibiti ben tre gruppi rock: i volenterosi Mirage, la spumeggiante Idgie e i redivivi Godiva; tutti sponsorizzati da Beppe Carletti e tutti provenienti dall'area emiliana. Sembrava di stare al Festival di Sanremo....:ci mancavano solo le palette per votare.

L'arrivo dei Nomadi ci ha fatto dimenticare un po' l'attesa e il caldo, ma subito abbiamo dovuto spegnere i nostri entusiasmi per il tangibile senso di stanchezza mostrato dai musicisti: un po' giù di voce Danilo, qualche passaggio distratto, poche parole con il pubblico. Danilo, cercando la concentrazione, compie i gesti che stanno ormai diventando un rito: si tamburella la fronte col palmo della mano e si accarezza il suo lungo e curioso pizzetto intrecciato. I Nomadi erano reduci dalla prima tournée 2005 in Sardegna e forse si sentivano un po' stanchi... Così come deve essersi stancato il Marshall di Cico che ha impedito all'artista di suonare in tre brani (tra cui Vulcani), obbligando gli altri musicisti a tamponare i vuoti lasciati dalla sua chitarra. Dopo qualche attimo di nervosismo, la cosa si è poi risolta bene grazie all'impegno e alla professionalità di Matteo e Michele. La scaletta, deludente, oltre ad offrire, ovviamente, i nuovi brani (meno i soliti due) ha mantenuto la sua caratteristica classica (leggi “noiosa”) basata su brani storici o ripetitivi. Non, che so, un'Ala Bianca, una Senza Patria, una Bambina portoghese, un'Asia a scaldare (si fa per dire) un pubblico per la verità un po' troppo tranquillo. Forse hanno modificato la scaletta a causa dei capricci dell'amplificatore di Cico, chi lo sa! Resta il fatto che il concerto si è comunque trascinato faticosamente (e correttamente) fino al termine (durante Io vagabondo” ho notato che buona parte del pubblico era già uscito) non prima della presentazione di sei, ripeto sei soli striscioni! Salutiamo i Nomadi con un arrivederci a Pontedassio, in Liguria, domani, sperando che questa notte possa loro concedere il giusto riposo dopo le fatiche effettuate oltremare.

Giorgio dei POIRINOMADI