Pianfei 2010

CONCERTO DELLA “FESTA NOMADE”

Proprio così l'ha chiamata:“Festa Nomade” un euforico ed emozionatissimo Marco Turco nel presentare il concerto dei Nomadi a Pianfei, delizioso luogo collinare del Monregalese, a pochi chilometri dalle ancora innevate alpi marittime che separano la vallata cuneese dal Mar Ligure. Si può dire che Pianfei si è inserito, ormai, nel gruppo dei luoghi magici per la carovana nomade. Già da qualche anno la Proloco, capitanata da Marco, organizza qui un concerto dei Nomadi e Pianfei si inserisce con autorità nel panorama di luoghi “cult” del randagismo nomade. Dopo Novellara “of course”, Casalromano e Castagnole Lanze, sedi di raduno dei fans club, Pianfei viene subito dopo, secondo noi, come qualità, organizzazione, locazione, affezione. Pari, se non superiore, ad altri templi nomadi come Maresso di Missaglia, Folgaria e Zandobbio. Mi perdonino le altre centinaia di località che hanno ospitato un concerto dei Nomadi ma giudico solo in base alla mia esperienza. E l'esperienza mi dice che quando un prodotto già valido di suo (i Nomadi) viene presentato e offerto in modo esemplare e convincente, com'è stato fatto qui, il risultato non può essere che uno solo: grande affluenza di pubblico (almeno 4000 presenti), gioia degli organizzatori e gioia dei Nomadi stessi che si vedono gratificati dal caldo pubblico di Pianfei e dintorni. L'accoppiata Abbate-Turco si è ancora una volta rivelata vincente e questo crea una sensazione di sicurezza in noi fans piemontesi poiché pensiamo che, almeno nella nostra regione, finchè ci saranno persone come Lorenzo e Marco, avremo la certezza di poter assistere ancora a molti concerti dei nostri beniamini. Noi ci saremo.

Ma andiamo per ordine. Reduce dal deludente concerto di Crescentino dell'altro giorno (deludente per organizzazione, locazione, pubblico, zanzare), sapevo che a Pianfei avrei recuperato molto del mio “benessere nomade”. Marco era presente anche a Crescentino e lo vedevo preoccupato. “Stai tranquillo. Non guardare cosa succede qui. A Pianfei ci sarà il pienone. L'indomani è la festa del 2 giugno!” gli dicevo cercando di esorcizzare i suoi timori. Sappiamo che chi organizza si deve fare in quattro, in otto, in sedici, se vuole fare bene. Oltretutto il concerto dei Nomadi è solo una parte del programma delle manifestazioni estive di Pianfei. Magari è l'apice. Sono state previste feste, fiere, sport, cantanti, gruppi folk, comici, rassegne animali, il tutto organizzato dal valente gruppo della Proloco sostenuto da numerosi sponsor locali, tra cui (pubblicità), la Banca BCC e, tra gli altri, l'impresa edile (toh!), “Marco Turco”. Quindi un lavoro impegnativo che porta via tempo, denaro e chili di peso. Dico questo poiché, arrivando a metà pomeriggio con Aldo che ha preso un giorno di ferie, abbiamo visto il risultato di queste fatiche: tensostruttura adeguata montata nel polveroso campo di calcio, orfano dell'erbetta verde dei primi anni (ma questo è il meno: meglio la terra battuta che il fango o il pietrisco), banconi per lo smercio di bevande e cibarie ben riforniti, spazioso back-stage e grandi spogliatoi per gli artisti (meglio che i camper), ampi parcheggi per il pubblico (anche se, giocoforza, arrivando all'ultimo momento, si doveva parcheggiare più lontano ritardando l'ingresso al concerto. Pensate che alle 21.45 c'era ancora coda alle casse!). Il tutto in un contesto ambientale delizioso: il verde delle colline, le montagne vicine e il cielo azzurro con sole e caldo.

Certo, a contribuire alla riuscita della serata, ci sono loro, i Nomadi, particolarmente amati qui, in Provincia Granda dove ha sede l'omonimo fans club, il più tesserato d'Italia. E certamente anche la brava Irene Fornaciari che duetta con i Nomadi nel bel brano sanremese ha richiamato una buona fetta di pubblico. Simpatica la ragazza: eravamo nel back stage a dare una mano a Marco e lei, giunta per le prove, semplice e disponibile, ha accettato volentieri di farsi fotografare con i numerosi fans presenti. Un vero spirito nomade anche lei, non c'è dubbio. Alle 18 sono giunti tutti i componenti del gruppo di Novellara. Sono stato testimone dell'incontro tra Marco e Beppe Carletti che è scaturito in un lungo, fraterno abbraccio. Sono certo che anche i Nomadi si trovino bene qui a Pianfei e presto occorrerà provvedere per far giungere loro la cittadinanza onoraria. Le prove tecniche della strumentazione avvengono verso le 19: il sole è ancora alto nel cielo e il grosso del pubblico arriverà dopo cena. Davanti a un centinaio di fans ascoltiamo le prove del pezzo “Il mondo piange”, con Irene Fornaciari e del brano “La mia terra”. Poi, tutti a cena, ospiti della Proloco, mentre noi fans restiamo in area gustando i buoni panini di salsiccia e formaggio. Nell'area concertuale vengono intanto approntati i banchetti del fans club “Provincia Granda” con Mario e Rinuccia Parussa e quello dell'Associazione “Augusto per la Vita” con la presenza della presidentessa Rosy Fantuzzi coadiuvata dagli amici Claudio e Valeria Broglio. In pratica, a Pianfei, c'erano tutti: i Nomadi, Irene Fornaciari, Rosy Fantuzzi e, naturalmente, il giovane Martino Corti che apre i concerti del tour 2010.

Il pubblico comincia a infoltire verso le 21: lunghe code alle biglietterie e lunghe code agli unici due servizi igienici (questo punto è assolutamente da migliorare) anche se diversi abeti qua e là permettevano ai maschietti di appartarsi per far completare il viaggio alla birra tracannata. Mille, duemila, tremila, forse quattromila presenze (dopo sette anni di concerti ho imparato a quantificare il pubblico) per la gioia degli organizzatori: in maggior parte giovani, ma anche famiglie con bambini (che potevano giocare nell'erba dell'altra metà campo libera) e numerosi anziani, più anziani di me che ho 56 anni. Solo alle 21.30 Martino Corti, frenato nel cominciare la sua performance dalle notizie provenienti dalle biglietterie con gente ancora in coda, è salito sul palco per proporre quattro delle sue canzoni. Lui stesso si è meravigliato della folla che aveva davanti, ma, dato che il ragazzo ha stoffa, non si è intimorito e, dopo l'esibizione, ha ricevuto i suoi meritati applausi. Poco dopo, come detto emozionato ed euforico, ma anche cosciente dell'esito positivo della serata, Marco Turco ha ringraziato tutti quanti a larghe mani per l'averlo aiutato a realizzare l'evento: gli artisti, gli sponsor, il Comune, La Proloco, i volontari, la Croce Rossa, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, amici e collaboratori. Una mitragliata di ringraziamenti coronati da un altro abbraccio a Beppe che lo aveva intanto raggiunto sul palco. “Un vero amico, Beppe”, dice Marco quasi commosso. Un'amicizia certamente ricambiata verso uno che ci sa fare e che riesce a portargli un pubblico di 4000 persone in un luogo così remoto.

 

Terminati i teneri convenevoli, il concerto, per gli stessi motivi che ho detto prima, è iniziato solo alle 21.55, quasi un record. E subito l'irruenza di “C`è un re”, per la gioia dei presenti. Poi “La dimensione”, “Lo specchio ti riflette” e “In questo silenzio”, cantata da Massimo. Anche i Nomadi appaiono in forma, gioiosi, compiacenti della moltitudine (a inizio concerto anche Cico aveva espresso parole di ringraziamento al numeroso pubblico presente). Anche le prelibatezze servite loro a cena devono aver dato la carica necessaria per una scaletta soddisfacente, simile a quella di Crescentino, ma con l'inserimento, nella seconda parte della canzone sanremese di Irene (che possiede una voce davvero formidabile), seguita dall'interpretazione di “Ho difeso il mio amore” in coppia con Danilo. Da sottolineare la bella interpretazione di Sergio Reggioli nel brano “L'isola ideale” e il fenomenale duetto con Beppe alla fisarmonica nel finale di “Il paese delle favole”. Tra i brani più applauditi “Lontano”, “Uno come noi” e il duetto Beppe-Sergio nel brano “Suoni”. Molti del pubblico a cantare e ballare sulle canzoni più conosciute o più vivaci. Anche la birra è stata scolata a fiumi (spero da chi non doveva poi guidare) e questo ha contribuito a incrementare i ricavi della serata. All'Io vagabondo”, cantato che era quasi l'una di notte, tutti sul palco intendendo, oltre i Nomadi, Martino Corti con i suoi due chitarristi Luca e Luca, Irene Fornaciari e Marco Turco in persona che non vi ha voluto rinunciare per un finale di concerto che ha reso tutti felici. E' stato bello ed è andato tutto bene. E senza zanzare.

I Poirinomadi Aldo e Giorgio intendono ringraziare: i Nomadi e Irene Fornaciari per la cortesia e la disponibilità, Marco Turco e i ragazzi della Proloco di Pianfei per l'efficienza e l'ospitalità e tutti i fans della “N.F.C. Provincia Granda”. Un saluto agli amici del fans club “Il Destino” della Val Bormida savonese. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato e partecipato. Ciao Pier.

GIORGIO dei Poirinomadi Foto di ALDO.