Eccomi nuovamente a raccontarvi brevemente il nostro ennesimo concerto dei Nomadi che si è tenuto a Polonghera sabato 5 luglio. Cavolo però ! mi trovo in difficoltà, perché Giorgio il fratello Poirinomade che si occupa prevalentemente degli articoli, non c'è questa sera ed io che sono concentrato sull'aspetto visivo per le mie inquadrature fotografiche, di conseguenza non memorizzo l'aspetto verbale della serata e il risultato che mi dimentico i particolari da riportare. Vediamo come posso iniziare, facendo finta di essere alle elementari e di comporre i famosi “pensierini” che ci indicava la maestra e questo potrebbe intitolarsi semplicemente:

Il concerto dei Nomadi a Polonghera.

Oggi mi va di lusso, usando un termine calcistico “ gioco in casa “ per andare al concerto dei Nomadi a Polonghera da Poirino non ci vuole molto, sono meno di trenta chilometri e di conseguenza oggi posso anche fare la pennichella pomeridiana, prima di trovarmi per le prove acustiche, che si svolgono canonicamente nel tardo pomeriggio. Superato Carmagnola e Casalgrasso e lasciata la provincia di Torino eccomi nel cuneese a Polonghera, paese con poco più di mille abitanti, immerso nel verde della pianura padana. Altro che verde qui è verdissimo, infatti, siamo nel parco fluviale del Po sulla sponda destra, che scorre a due passi dal luogo del concerto. Proprio per questo motivo nel Medioevo, Polonghera era utilizzata come luogo per depositare il sale, proveniente dalla contea di Nizza, che caricato poi su zattere, era trasportato lungo il percorso del Po fino a Torino. Luogo del concerto è stato il campo sportivo curato nei minimi particolari per l'occasione dai ragazzi della Proloco che hanno voluto i Nomadi nel loro paese, coadiuvati da vari sponsor e le amministrazioni locali. Sicuramente un'estate piovosa ha fatto pensare al peggio fino a poche ore del concerto, messo in forse dalla pioggia e dal freddo del giorno precedente, ma ! la volontà dei ragazzi è stata premiata o forse più semplicemente perché il sabato non era prevista pioggia, ma sole estivo e così è andato, nessuno avrebbe scommesso un “cent” per il repentino cambiamento. Raggiungo il posto per le prove acustiche, momento in cui in spazi ampi come questi si possono scambiare qualche parola con i componenti dei Nomadi in tutta tranquillità.

Dopo le prove rimangono un paio d'ore da trascorrere con gli amici, commentando la nostra passione nomade mentre si consuma la classica cena a base di panini, seduti sull'erba del verde prato calcistico, asciugato velocemente da una giornata di sole. Sotto un cielo stellato e un quarto di luna, i Nomadi intonano la prima canzone “ Ancora ci sei “ si quella che dice: corro ancora sai perché, la mia forza viene da te ..., io corro per i Nomadi. La gente si entusiasma velocemente e si lascia subito coinvolgere dalle canzoni e dalle battute che arrivano dal palco, al concerto dei Nomadi è così è impossibile stare in silenzio, le canzoni dei Nomadi escono da sole e si alzano nell'aria ad alta voce. Una scaletta di ventinove canzoni per soddisfare il pubblico dei Nomadi, forse per i fan che sono più esigenti, inserirebbero altre canzoni, ma sta di fatto che alla fine si esce sempre soddisfatti dall'idea di “ Essere Nomadi” . Io lo sono e questa mia idea del passato e del presente, non la impongo a nessuno, ma la porto avanti perché dietro a questo gruppo non ci sono solo canzoni ma ricordi di anni della mia giovinezza e quegli anni sono i miei che li rivivo a ogni concerto .

aldo

Il concerto