Pombia 09 luglio

Concerto dello zoo safari

Orfano, momentaneamente, del foto-fratello Aldo, recatosi in altri lidi (nel vero senso del termine) per combattere questa estenuante e interminabile afa di inizio estate, mi sono avviato solo soletto verso la zona del lago Maggiore per assistere ad un ennesimo concerto degli amici Nomadi che hanno fissato una data qui, in provincia di Novara, ad un centinaio di chilometri da casa mia, prima di rivederli, tra una settimana, nel più abbordabile, per me, concerto di Chieri. Sono andato a cercarmi un po' di Nomadi e un po' di fresco. E non me ne sono pentito. Pombia è famosa per la sede del primo, grande, ineguagliabile zoo-safari d'Italia, mèta di tanti visitatori, soprattutto bambini, che qui hanno modo di osservare animali esotici allo stato libero e di divertirsi con le strutture del parco divertimenti. E si sono divertiti in molti, oggi, giorno prefestivo e vacanziero, che, con il biglietto abbinato e scontato Parco+Nomadi, hanno trascorso una giornata nel verde, tra belve e attrazioni varie, culminate col concerto dei Nomadi. Il Comune di Pombia, attraverso il numeroso ed afficente gruppo della Pro-loco e coadiuvata da alcuni sponsor locali, ha organizzato tutto per bene. A cominciare dai parcheggi, gestiti e sorvegliati da molti volontari che mi hanno consentito di parcheggiare comodamente poco distante, nonostante fossi giunto nell'imminenza dell'inizio del concerto.

Poche decine di metri e giungevo all'ingresso del Parco; venti euro dopo percorrevo, sotto le note prorompenti di “C'è un re”, un ampio viale che portava all'area del concerto: il piazzale sterrato adibito normalmente a parcheggio, dove scorgevo il palco luminoso con gli artisti intenti ad esibirsi davanti ad un pubblico che ho quantificato in circa 4000 persone. La pendenza della spianata permetteva, col palco nella parte bassa, una visuale ottimale da qualsiasi punto; quasi come un antico teatro greco. E l'acustica perfetta; che con l'effetto luci rendeva l'insieme sorprendentemente efficace ed avvincente. Nonostante la moltitudine potevo spostarmi a piacere: dalle transenne alla parte più lontana; da destra a sinistra ed apprezzare le sonorità e gli scorci migliori. Il grosso del pubblico stava raggruppato ai piedi del palco, ma altri se ne stavano a bivaccare qua e là come un campeggio. Tutto attorno le strutture della Pro Loco per la distribuzione di cibi e bevande, la sicurezza e l'assistenza di Protezione Civile e Croce Rossa (intervenuta perlopiù per malori dovuti al caldo e alla calca).

I Nomadi ora: sempre bravi ed efficaci. Nulla da eccepire. Danilo si è legato i lunghi riccioli in un codino dispettoso ed è in forma più che mai; Cico, simpaticissimo, non ha sbagliato una sola delle sue battute spiritose (ma come gli vengono?); Sergio si è cimentato, con successo, nel suonare una vuvuzela, frutto di un omaggio e terribile strumento che, ben più della nostra italietta, ci ha fatto odiare i mondiali sudafricani; Massimo, di simpatia calcistica granata, tormentato dal pubblico per l'imminente derby di B con la neopromossa Novara e Daniele apprezzato calciatore nella partitella pomeridiana contro i giornalisti pombiesi e, su tutti, il gigionesco Beppe Carletti col sorriso costantemente stampato sul simpatico faccione. Già: ho parlato di Sud africa. Ma qui vicino, nell'oscurità, oltre il palco, stanno dormendo (dormendo?) fior di bestie feroci e animali giganteschi. Chissà cosa penseranno di tutto questo bordello umano che scaturisce dalle casse acustiche!

Non ho visto gli animali del parco: mi accontento di vedere all'opera questi sei leoni che dominano la savana di noi gnù umani regalandoci ruggiti di ineccepibile soddisfazione acustica. Ruggiti come “Il Destino”, “Mediterraneo”, “Sera bolognese”, “Un figlio dei fiori non pensa al domani”, “L'uomo di Monaco”, “Contro” che, uniti ai brani dell'ultimo album “Lo specchio ti riflette”, hanno contribuito al trionfo della serata che si è conclusa poco dopo la mezzanotte alla fantastica temperatura di 22° centigradi. E ringrazio anche tutti gli animali dello zoo-safari poiché, oltre a sopportare i decibel, hanno provveduto di certo ad addossarsi (nel vero senso del termine) i milioni di potenziali zanzare in circolazione. Io, personalmente, non le ho sentite. E non avevo neanche messo l'Autan.

Il finale ha raccolto infiniti applausi da parte di un pubblico soddisfatto e, penso, anche da parte di un buon numero di macachi e di antilopi. Da parte mia, penso che dopo tutte queste vuvuzelas, ci voleva proprio un po' di buona musica nomade. Ora, per chi lo desidera, ci sarà il concerto a Chieri, Torino, sabato 17 luglio. Ma, per favore, non portate vuvuzele! Vi chiediamo scusa se il servizio del concerto di Pombia non è arricchito di foto della serata. I Nomadi sono sempre gli stessi e potete rivedere foto di concerti precedenti. Ma vi consiglio, invece, di andare a visitare il sito dello Zoo safari, bellissimo. Anzi, andateci proprio di persona!

Giorgio