CONCERTO DEL TRIONFO AZZURRO

Pontenure è stato il primo concerto dopo il trionfo della nostra nazionale ai mondiali di Germania. Ecco spiegata l'euforia, la festa, le maglie azzurre indossate dai Nomadi, il tricolore sventolante sulle torri per questo indimenticabile concerto cui ho avuto la fortuna (sarebbe meglio dire c..o) di parteciparvi. Qualche giorno fa, il 6, ad Abbiategrasso il concerto è stato rimandato per il solito acquazzone estivo che ha rischiato di danneggiare la strumentazione collocata su un palco sopra cui non era stata predisposta la copertura. Infatti, alle 21 le attrezzature erano già in fase di S-montaggio e alle 22 si era già tutti a casa. (Notizie riportatemi dalla cara amica Antonella di Casale che, indomita e speranzosa, ha voluto sfidare le previsioni meteo purtroppo rivelatesi veritiere). Anto, stai tranquilla: ci vedremo al concerto di Pontenure, lunedì: le previsioni danno bel tempo!

Infatti, dopo una giornata di lavoro passata con il pensiero già al concerto, dopo una veloce doccia fredda che ha abbassato la mia temperatura corporea da 85 gradi ai normali 36 e dopo aver indossato calzoncini, canotta e ciabatte, mi son messo sulla A21 che erano già le sette di sera. Non ho fretta: sarò lì alle 20.30 e ci sarà ancora da aspettare...Centosetta chilometri dopo, purtroppo da solo perché: Aldo è in Germania per lavoro, Marina e Fabio non li ho sentiti, Saby e Dany impossibilitate, Francesco impegnato altrove, sono arrivato in questa tranquilla località, la prima che incontrate dopo Piacenza andando verso Sud. Con opportune e chiare indicazioni mi sono trovato praticamente a parcheggiare di fianco al camion dei Nomadi. Non perché non c'era gente, ma per il solito c..o di prima.

Ma che bel posto, qui! Sapete che le prime impressioni sono quelle che rimangono più incise: grandi spazi, belle case, zona tranquilla; adiacente al Luna Park in funzione ecco il campo sportivo dal prato verdissimo, tanta gente perlopiù giovani (con belle ragazze generosamente scoperte per il gran caldo). Mi sono cambiato e mi sono messo in “divisa nomade”. Prezzo del biglietto di ingresso, contenuto, di 10 euro. E' la festa della birra: la Pro Loco ha organizzato una serie di serate in musica che, tra l'altro, hanno visto, qualche giorno fa, l'esibizione di Gianna Nannini.

Questa sera tocca ai Nomadi dilettare il pubblico (che sarà di 4500 persone; parola del Presidente della Pro Loco locale Franco Villa che qui saluto e ringrazio per la gentile ospitalità). Sì, quattromila e cinquecento c'erano tutti anche per me: sul prato, ai tavoli delle libagioni, seduti in tribuna, alla mescita della buona birra distribuita. Organizzazione impeccabile, tutto comodo: da ogni punto dell'impianto sportivo si potevano vedere e sentire bene i Nomadi. Concerti così ben organizzati sono tanti, ma questo merita un asterisco in più sulla mia pagella personale. Sto dimenticando qualcosa...No, sto dimenticando qualcuno,...anzi qualcuna. Antonella di Casale! Si, l'ho subito incontrata. Era alle transenne nella solita postazione “lato Beppe” con Ilaria e Sonia. Ho incontrato anche i fiorenzuolesi (o fiorenzuolani o fiorenzini) Miky e Gianluca (che qui saluto di cuore), l'impavido Davide “regia”, su sardu “Barba” , gli amici liguri di Calice, il grande nomade Stefano Ghelli dal nuovo look a taglio corto e la cara Silvia di Alba.

Queste le premesse: dopo una fugace esibizione dei superficiali Mirage e il saluto da parte di Rosy Fantuzzi, presente qui per l'inaugurazione di una via intitolata ad Augusto Daolio, ecco presentarsi sul palco Beppe e C. in tenuta azzurra con tanto di (copia) della coppa del mondo. Danilo indossa anche una specie di berretto o bandana azzurra che terrà fin quasi la fine. Sono le 21.30: il concerto comincia con “In piedi”, ma...c'è qualcosa di strano...sembra che mi manchi qualcosa. Certo! Le zanzare! Dove sono? Non le ho sentite. Nessuno le ha sentite. Nessuno dei 4 mila 5 è stato morso: ho fatto un'indagine a campione. Forse, prima, hanno sparso del repellente. Comunque senza zanzare è meglio: anche per Kakuen che non è costretto a mangiarsele quando canta.

Scaletta, direi, variegata e scoppiettante: un fuoco d'artificio. Oltre ai consueti brani “portanti”, una piacevole sorpresa “Trovare Dio”, seguita da “Gli aironi neri”. “Primavera di Praga”, “Utopia”, “C'è un re” e “Tutto a posto” che da sole valgono un concerto. Danilo ha ritrovato la pienezza della voce: gli altri, tutti, in forma smagliante. Sarà anche perché “giocano” un po' in casa e, alla fine del concerto, saranno pochi i chilometri per trovare il proprio letto. Oltretutto, il concerto di domani si svolgerà nei pressi di Reggio Emilia, a qualche decina di chilometri, e questo li tranquillizza. Ogni tanto arriva qualche folata di buon profumo dalle cucine poste a lato della tribuna e così mi lascio convincere dallo stomaco ad allontanarmi per saziarlo. Tanto, la musica si sente bene da tutta l'area e la visibilità sul palco è sempre ottima.

Una deliziosa piadina al crudo e un bicchiere di robusto Gutturnio dopo, torno alle transenne per seguire il resto del concerto. Che fila veloce e schietto verso i consueti brani finali la cui ultima nota, come da legge antirumore (siamo di lunedì), termina a mezzanotte in punto. Pubblico appagato e sazio di musica e birra: credo che l'incasso abbia soddisfatto gli organizzatori e, se è così, immagino (e auspico) la replica il prossimo anno. Rimane ancora il tempo per aspettare e salutare gli artisti: a Beppe dico che un concerto come quello di stasera è il miglior ricostituente per noi fans. E lui mi ha ringraziato sorridendo facendomi capire che questa cosa l'ha già sentita da tanti altri fans. Ascoltatemi, vi do un consiglio: piuttosto che andare dal medico o in farmacia, è molto meglio assistere a un concerto dei Nomadi, per stare bene. Ora si parte, ragazze, vi faccio strada (anzi, autostrada). La A21 è rischiarata dalla luna piena e si viaggia bene: l'uscita di Villanova non è molto lontana...

P.S. Chiedo scusa per la lunghezza dell'articolo, ma, non avendo immagini da allegare sul sito, ho voluto essere più descrittivo del solito...                    Giorgio

Stessa ora stesso giorno, ma a qualche chilometro di distanza da Pontenure, esattamente a Sindelfingen, sobborgo di Stoccarda,

per festeggiare la vittoria calcistica,

ma sopratutto per sventolare il nostro tricolore su ricordi indelebili.