PRIMO MMAGGIO

Primo Maggio: festa dei Lavoratori, dei Pensionati e degli Esodati. E anche dei disoccupati, purtroppo. Tradizionalmente, come sapete, il concerto celebrativo si svolge a Roma, in Piazza San Giovanni. E i Nomadi stessi, in passato, vi hanno partecipato numerose volte. Quest'anno no: hanno riservato il loro gratuito appoggio sindacale nella loro Reggio Emilia, in Piazza Della Vittoria . Non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma andare a vedere i Nomadi a Reggio Emilia è come andare a vedere il Papa a Roma. Oppure, per restare in campo musicale, Morandi a Bologna, Vasco a Modena e il Liga ancora a Reggio Emilia, magari al vicino Campo Volo. Io e Aldo, insieme all'amico neo-nomade Pippo, avevamo programmato da tempo il viaggio in Emilia, per l'ennesimo concerto, confidando nel miglioramento delle piovose e noiose condizioni climatiche dei giorni precedenti. Dopo che il meteo.it ha dato l'ok, siamo partiti poco dopo pranzo alla volta di Reggio per assistere al concerto che sarebbe iniziato al comodo orario delle 17. Che meraviglia galoppare in un'autostrada deserta senza l'assillo dei camion, delle lumache che non camminano davanti e dei frettolosi che ti arrivano minacciosi dietro. In due ore eravamo sul posto, intenti a parcheggiare in uno dei verdi e ampi viali del concentrico, a poche centinaia di metri dalla vasta e ariosa Piazza Dellla Vittoria. Molto bella Reggio Emilia: ricca di edifici storici (compreso quello in cui nacque il Tricolore), di palazzi signorili, chiese e monumenti. L'intreccio delle vie del centro, che si dipartono dalla mediana Via Emilia, si snoda attraverso archi, vie e piazzette ricche di botteghe e locali di ritrovo. Un'antica e arrugginita targa di metallo impone di “Scendere dalla bicicletta” prima di percorrere la via che sussegue.

La piazza straripa di gente; sono in corso le celebrazioni istituzionali della giornata del Primo Maggio e, dal palco, prendono voce autorità e rappresentanze politiche e sindacali. Infatti, la manifestazione e il concerto, gratuito, sono stati organizzati dalle confederazioni della Cgil, Cisl e Uil che qui, in una terra di preminente colore rosso, trovano l'appoggio della gente che lavora ma che fatica, in questo periodo di crisi, ad arrivare a fine mese. Scusate, ma questo è un articolo che tratta di musica e non di politica e quindi vado avanti.

Osservando la gente, noto la presenza di persone di svariate etnie: africani, cinesi, indiani, sud americani. Famiglie intere che vivono qui lavorando nell'agricoltura e negli allevamenti. Sulla piazza si affacciano bei palazzi porticati con i dehors dei bar pieni zeppi di gente. La temperatura è decisamente piacevole e, ogni tanto, il sole fa capolino tra nuvole innocue. I Nomadi sono già nei paraggi; si stanno preparando nel back-stage intrattenendosi con i fans del posto (che, ovviamente, li conoscono “fin da piccoli”) e con quelli giunti da altrove, come noi e altri dal Piemonte, dalla Lombardia, dalla Liguria, Toscana e da regioni anche più lontane. Ci raggiungono due amiche nomadiste della zona, che sapevano della nostra presenza e, insieme a loro ci prepariamo ad assistere al concerto.

Poco dopo le 17, il gruppo si presenta sul palco e, senza tante parole (se ne sono già sentite troppe prima), attaccano con Senza Patria. Cristiano indossa un'appropriata maglietta rossa e spicca al centro del palco, ornato anch'esso di garofani rossi. Un bell'effetto cromatico che accontenta i numerosi fotografi che, per una volta, possono scattare foto senza ricorrere ai flash. La scaletta è seguita attentamente da un pubblico eterogeneo con neonati, bimbi, ragazzi, giovani, quarantenni, ottantenni e anche più. E' da giorni che piove a Reggio Emilia e la gente ha potuto finalmente uscire di casa scegliendo di stare insieme a sentire i loro beniamini esibirsi nel proprio capoluogo (Novellara è a dieci minuti di macchina). La scaletta contiene quasi tutti i brani dell'ultimo CD uniti a brani della storia nomade. L'impeccabile bravura del gruppo riscuote meritati applausi; applausi che hanno il sapore di consapevole benevolenza verso persone che abitano qui, da queste parti e che, respingendo consigli e tentazioni, non le hanno mai abbandonate. Come quando i genitori vanno ad applaudire il proprio figlioletto alla recita scolastica: applausi pieni d'amore. Io voglio vivere, Sangue al cuore, Utopia, L'uomo di Monaco, Se non ho te, Crescerai (con un nugolo di bimbi sul palco), La mia terra, Mediterraneo sono solo un piccolo riassunto di quello che abbiamo sentito. Ma a me piace ricordare i due brani che hanno ricevuto maggiori applausi: C'è un re e Ala Bianca, che da soli valgono il concerto. Non dimentichiamo, ovviamente, tutte le canzoni del nuovo CD, di cui ho già parlato. Ribadisco solo l'estrema bellezza di “Apparenze”, la grinta di “Terzo tempo” e la struggenza (e daje) di “Il vento tra le mani”. Bravissimi Nomadi, come sempre. E mi riferisco proprio a questi Nomadi!

La massiccia partecipazione del pubblico e dei fans è stata evidenziata anche dalla presenza di decine di striscioni portati sul palco, quasi a spazientire Cico che li leggeva e Sergio, Cristiano e Massimo che li mostravano. Chiusura trionfale con il coro di cinquemila persone sull'Io vagabondo; forse l'inno ufficiale del Comune di Reggio Emilia. Ora attendiamo i Nomadi a Casalromano e poi nuovamente in Piemonte, ad Arona. Noi Poirinomadi siamo ripartiti alla grande; vogliamo festeggiare i primi dieci anni con i Nomadi e il minimo che possiamo fare è restare nella media-concerti che Beppe Carletti (conti alla mano), indica come necessaria per considerarsi dei veri fans. In ultimo, non ci resta che apprezzare la comodità di un concerto iniziato nel pomeriggio che ci ha consentito, al termine, di soffermarci a mangiare una buona pizza prima di riprendere il tranquillo viaggio di ritorno (già con qualche Tir in giro) e giungere a casa prima di Cenerentola. Ringraziamo il nostro compagno di viaggio Pippo, che ha già imparato i nomi di battesimo dei Nomadi e che sta iniziando a riconoscere le canzoni del gruppo e a canticchiarle. Un affettuoso e amichevole abbraccio ad Annalisa e Cristina, che ringraziamo di cuore per aver fatto gli onori di casa e per averci regalato tempo e simpatia condividendo concerto, passeggiata e ottima, gigantesca e appetitosa pizza.

Commento di Giorgio