Tra le 184 “Rocca...” elencate sullo stradario italiano compare questa piccola e anonima cittadina di Roccafranca nella pianura tra Cremona e Brescia. Roccafranca un po' come i vari Belvedere, Montelungo, Pontenuovo che, in Italia, prendono il nome dalle caratteristiche del luogo. Ma qui c'è solo pianura, pianura e ancora una sconfortante pianura. La superstrada che percorriamo per arrivarci è costellata di rotonde così estese da poter ospitare un concerto intero: palco, back-stage, pubblico e Punto Nomadi compresi. A causa di queste rotonde i chilometraggi reali non corrispondono più a quanto indicato sulle guide! Dopo 240 chilometri siamo sul luogo: la chiesa, la piazzetta, belle villette singole con primule e Madonnine e un bel campo sportivo sul cui prospicente spiazzo è stata montata la tensostruttura per il concerto. Nessun problema di parcheggio, clima fresco e biglietto a 20 euro.

Organizzatori il fans club locale, il Comune e alcune imprese private che amano i Nomadi e la loro musica al punto di aver voluto dedicare il locale parco comunale ad Augusto Daolio arricchendolo di una sua statua in pietra. Ci troviamo nel “quadrilatero magico” per i Nomadi (Bergamo, Brescia, Reggio Emilia, Piacenza): una zona dove sono molto amati e dove esistono i fans più accaniti e calorosi. E' qui che i fans inventano e provano le nuove coreografie, che escogitano nuove trovate, che “brevettano” nuovi striscioni e slogan.

Grande l'afflusso di pubblico. Almeno tremila persone. Lo stesso numero di Sanremo, Torino, Milano, Firenze e altri posti. Non importa se siamo nella grande città o nel piccolo villaggio: lo standard è quello. Ai Nomadi interessa il loro popolo. Due o tremila persone sono gestibili: una marea di centomila forse li spaventerebbe un po' troppo. Durante le prove è sorto un problema tecnico al jack della chitarra di Chico ma, i veloci ed esperti ragazzi dello staff hanno risolto brillantemente l'intoppo col sollievo del chitarrista siciliano e di tutti noi. Verso le 20 prendiamo posto sotto il freddo tendone per l'imminente concerto ma, ad un certo punto sentiamo partire, dal fondo, le note della marcia dei bersaglieri. Tutti si girano come presi alla sprovvista: è vero! Dietro di noi la locale fanfara dei bersaglieri “ciclisti” (ma le bici le han lasciate in caserma), ha eseguito alcuni brani del loro repertorio. Molto bravi, ma mi sarei aspettato, vista l'occasione, almeno un “Io voglio vivere” o un “Senza patria”, ma non è accaduto...

Dopo i bersaglieri siamo entrati nel vivo del concerto con l'ormai tradizionale esibizione di apertura di Marzia Vattai. Intanto, nelle prime file del pubblico nasceva (e si spegneva) qualche scaramuccia per conquistare i posti migliori. Poi, col tributo di una vera ovazione ecco il gruppo prendere posto sul palco. Sempre sorridenti e compiaciuti per tanto pubblico partono subito con la grande “Con me o contro di me”. I fans, chiaramente, l'hanno già imparata, e la cantano con Danilo. Ho contato ben 10 secondi sull'ultima vocale della parola “realtà”. Qui Danilo si è veramente superato. Scaletta quasi uguale a quella di Torino. I cinque nuovi brani (Con me o contro di me”, “Dove si va” cantata da tutte le 3006 persone presenti, “L'ultima salita”, “ Status symbol” e “Ricomincia così”) sono intervallate ai brani tradizionali. E' bello riascoltare, in mezzo a tante novità, brani come “Uno come noi”, “Gli aironi neri”, “L'uomo di Monaco”. Pubblico, come detto, veramente partecipe e caldo per Nomadi superiori a loro stessi: sarà un'altra stagione straordinaria per noi e per loro se i concerti saranno come quello di Roccafranca. Le tre ore passano veloci e sono stati ben 37 gli striscioni alzati a testimonianza del gran numero di fans club esistenti nella zona. Presente anche quello della Provincia Granda.

Finale con “Io vagabondo” presentato in compagnia di Marzia e del direttore d'orchestra “sanremese” Bruno Sartori, rivelatosi, chiaramente nomade anche lui.      GIORGIO

Ma facciamo un passo indietro, dall'inizio.

Una delle due entrate che porta al teatro tenda

Marzia aspetta di cantare e Davide di sentirla, gli altri ...di mangiare.

La macchina dell'effetto nebbia, inizia a preparare la scena,

per i Nomadi

I fans non finiscono di stupirci.

Gli striscioni...quelli sempre,

la solidarietà, anche.

Adesso tutti a casa

fine