I NOMADI A SANT'AMBROGIO (TO) 3 GIUGNO 2005     

CONCERTO DELLA SACRA

Sant'Ambrogio in Val di Susa si trova proprio ai piedi del Monte Pirchiriano dalla cui sommità domina la possente e millenaria Sacra di San Michele, un'abbazia testimone nel tempo del passaggio di conquistatori, invasori, battaglie e che stasera veglia maestosa sul concerto dei Nomadi. Organizzato dal Comune di Sant'Ambrogio a favore dei bambini asiatici colpiti dal maremoto dell'anno scorso, si è svolto nell'ampia Piazza del Mercato ad un costo di (soli) 6 euro. Serata calda ma con nuvole minacciose (solo poche gocce, meno male), grande affluenza di pubblico (alla fine saranno 3200). Sono presenti numerosi fans rappresentanti quasi tutti i club del Piemonte e della Liguria e anche qualcuno proveniente dalla Lombardia e dall'Emilia.

Il concerto è stato bello e molto ben apprezzato dal pubblico. Qualche chicca: Auschwitz proposta in versione “unplugged” da Danilo e Cico, ritorni di brani come Contro, Uno come noi, Gli aironi neri. Ricordati di Chico è stata presentata nella prima parte, mentre la canzone La voce dell'amore, uno dei brani più rock del nuovo CD, questa sera, non è stata inserita in scaletta. Molti doni sul palco a favore di enti umanitari e anche qualcuno per Danilo che il 6 giugno compie gli “anta”. Auguri! La serata musicale trascorre bene, il pubblico canta e balla i brani proposti dal gruppo, la birra scorre a fiumi (e d'estate scorre meglio), specie quando nella compagnia incontri i “terribili” “cusinat” di Giaveno.

Verso la mezzanotte, ancora tutti asciutti, ecco i consueti brani finali e la lettura delle innumerevoli dediche giunte sul palco. L'ultima, commovente, l'ha letta Danilo ed era riferita alla dolorosa quanto forzata assenza di tal Sara di Rubiana (distante pochi chilometri) che si è dovuta perdere questo comodo concerto. “Indagherò” ha aggiunto Danilo. Poi, a conclusione dell'intenso concerto, Io vagabondo ha chiuso la serata di musica accontentando finalmente quella signora che, prima dell'inizio, avevo sentita pronunciare la seguente frase:”Speruma ca cantu cula del vagabund perché a l'è l'unica che cunossu...). Tranquilla, madama, che l'inno nomade non manca mai, ma, intanto, non ne hai imparata anche qualcun'altra?

Giorgio dei POIRINOMADI