CONCERTO  NELL'OLIMPO  DELLA  MUSICA

 Concerto dei Nomadi nel prestigioso Teatro Ariston di Sanremo, il giorno dopo Natale e Santo Stefano; occasione troppo ghiotta per me e Aldo che non sapevamo cosa regalarci a Natale. Beh, per finire l'anno nomade in bellezza, ci siamo regalati questo concerto a Sanremo, che segue le serate di Torino e Legnano (parlo dei concerti nei teatri che abbiamo visto); luoghi dove abbiamo apprezzato una scaletta di notevole prestigio finalizzata a presentare il nuovo CD “RaccontiRaccolti”. Un evento di cui abbiamo voluto godere il tris. E per giunta all'Ariston di Sanremo. In breve abbiamo acquistato i biglietti (poltronissima di platea in settima fila a 38 euro-nomadi), e poi abbiamo atteso la sera del 27 (non quella classica del 24!) per lo scambio di doni.

Essendo il 27 di lunedì ed essendo che Aldo ha preso permesso, ci siamo concessi di partire nel primo pomeriggio per viaggiare tranquilli e giungere a destinazione con abbondante anticipo per vivere l'evento in tutte le sue fasi. Le condizioni meteorologiche non prevedevano né pioggia, né neve; solo molto freddo e strade ghiacciate, in pianura e sull'Appennino. E ben 10 piacevolissimi gradi in riviera. Per la stagione che siamo, una meraviglia. Poco dopo le 17, dopo aver viaggiato senza traffico ma con molto vento sull'autofiori per Ventimiglia, siamo giunti nel cuore di Sanremo illuminata ovunque da addobbi natalizi e colle aiuole immancabilmente fiorite di coloratissimi ciclamini. Il problema del parcheggio lo abbiamo risolto lasciando l'auto sul lungomare, dove passava la vecchia ferrovia; con poche sgambettate eravamo in Via Matteotti, l'esclusivo e frequentatissimo budello di Sanremo, al cui numero 212 troviamo l'ingresso principale dell'Ariston.

Eravamo già stati a sentire i Nomadi a Sanremo. Era il 2006, l'anno della partecipazione del gruppo alla gara con il brano “Dove si va”, poi giunto secondo. Ebbene, proprio durante il festival, i Nomadi furono invitati dal Sindaco a tenere un concerto gratuito in Piazza Colombo e fu un enorme successo di pubblico che sfidò il freddo di febbraio pur di ascoltare il gruppo esibitosi fuori dall'inaccessibile Ariston. I ricordi si accavallano: a maggio del 1999 il non ancora poirinomade Aldo, appassionato di bicicletta, disputò la prestigiosa edizione cicloturistica Milano-Sanremo percorrendo i classici 290 chilometri alla notevole media di 34 km.all'ora. Più di otto ore di fatica pedalatoria: quando arrivò al traguardo ero lì come suo assistente e lo festeggiai a dovere prima di aiutarlo a scendere dalla sella da dove non riusciva più a scollare le sue doloranti chiappe... E proprio meditando sulla Milano-Sanremo e ai vincitori degli ultimi anni, il nostro pensiero va al compianto Marco Pantani che qui corse ma non vinse. “Siamo a Sanremo. Chissà se i Nomadi canteranno “L'ultima salita” in ricordo dello sfortunato campione?” si interroga speranzoso Aldo. “Non credo”, gli faccio, “in questa tourné la scaletta è fissa e portano in giro solo i brani che già conosciamo”.

Intanto che ponderiamo queste cose ci avviciniamo al sacro tempio della musica italiana transitando per una via Matteotti gremita di bella gente intenta ad osservare le luccicanti vetrine o sorseggiare l'aperitivo ai tavolini esterni dei carissimi bar. Giungiamo davanti all'Ariston: finalmente siamo liberi di entrarci senza l'ostacolo della sorveglianza del periodo festivaliero. Annesso al teatro si trova l'ingresso al cinema Ritz (che fantasia!) che propone i consueti film natalizi. Incontriamo già qualcuno del circuito nomade: il “road manager” Giovanni Tosatto, l'organizzatore Lorenzo Abbate, lo staff di “Punto Nomadi” e il buon Francesco “Barba”. Pochi i fans in attesa, ma sappiamo che giungeranno per il concerto; saranno in giro per Sanremo o staranno forse sfidando la fortuna al Casinò. In breve ritiriamo i biglietti acquistati col bonifico e, dopo aver scattato qualche foto alla maestosa hall del teatro, ci rituffiamo nel caotico via vai di persone, motorette e auto di Sanremo in cerca di un luogo per cenare.

Ci troviamo a transitare in Via Roma, nel retro del teatro, presso l'ingresso riservato agli artisti. Proprio in quel momento arriva il nove posti di Beppe che ha dato un passaggio a Danilo e Cico. Ci avviciniamo per un breve saluto. Chiedo a Danilo se è guarito dalla tracheite che ha provocato il rinvio del concerto di Bologna, prima delle feste. “Non al cento per cento. Sono al 60 per cento. Ma sufficiente per il concerto di stasera. Tranquillo.” risponde garbato. Meno male. Ma credo che avrebbe cantato all'Ariston anche se era al 20 per cento. Rinunciamo a tentare la sorte al Casinò per vincere il jackpot da 485.000 euro evidenziato da un grande display esterno che incrementa la cifra ad ogni secondo. Preferiamo la pizza consumata in un simpatico e onesto locale del lungomare. Poco dopo siamo nuovamente nei pressi dell'Ariston dove scorgiamo i primi fans in attesa di accedere ai posti. Siamo curiosi di vedere com'è l'interno di questo magico posto che ha distribuito fama e prestigio a presentatori e artisti. Siamo contenti di incontrare altri poirinesi che si sono sobbarcati il viaggio e i costi per tornare a rivedere i Nomadi qui a Sanremo. Grazie quindi ai compaesani Fabio, Emma, Massimiliano, Raffaele e Ornella: ci hanno fatto sentire meno soli, come poirinomadi. Molti i fans provenienti dal Piemonte e dalla Lombardia. Più numerosi, of course, i liguri con il gruppo de “Il destino” della Val Bormida in testa.

Finalmente entriamo all'interno del teatro, in platea. Una mezza delusione. Ma l'Ariston è questo? Non ci siamo sbagliati? Un cinemone con luci e arredamento datati. Le poltrone, assai scomode e ravvicinate, non sono neanche sfasate come dovrebbero per permettere una migliore visione a chi sta dietro. Il palco, comunque maestoso, non appare gigantesco come lo vediamo per televisione durante le serate festivaliere. Saliamo in galleria; stessa impressione. In Tv sembra infinita. Ma non lo è: 600 posti sopra e 1300 sotto. Chissà se stasera si riempiranno tutti? Infatti sono quasi le 21 e ci sono ancora ampi spazi vuoti. La maggior parte del pubblico è disposto davanti e sul settore centrale. A inizio concerto saremo mille - milleduecento. Ecco, scusate, ora, finalmente, arrivo al concerto. Una volta tanto siamo contenti di assistere a un concerto in un luogo di tutto rispetto. Anche se l'Ariston non è allestito con i fiori del festival, è pur sempre un posto di prestigio. L'Ariston tutto per i Nomadi; proprio loro che ho visto suonare in discariche di rifiuti, lungo mura cimiteriali, accanto a “profumati” allevamenti, su paludosi campetti di periferia, in mercati del bestiame e all'interno di striminzite discoteche. Ma i Nomadi hanno suonato anche su navi da crociera, casinò, esclusive feste private, parchi e piazze famose.

Alle 21,30 si spengono le luci del teatro, accompagnate dall'applauso liberatorio del pubblico ansioso di vedere/rivedere i suoi beniamini. Io e Aldo siamo ben piazzati a non più di sei metri dal palco, in posizione centrale. Attaccano subito con “La dimensione” e Danilo sembra trattenere la voce. Ma è solo il rodaggio; darà il meglio, come sempre, alla faccia della tracheite. “L'isola che non c'è”, di Bennato, è il secondo brano e Cico incanta col suo tocco di chitarra in stile hawaiano. Poi la band scalda il pubblico con “Lo specchio ti riflette” e il ghiaccio sanremese è rotto. Danilo dà il benvenuto al pubblico sottolineando il contesto di questa serata:”Sanremo è sempre Sanremo, ma i Nomadi sono sempre i Nomadi”. Parole sante che dicono tutto. Loro suonano, non importa dove, basta che ci sia continuità ed evoluzione. Il brano “La storia”, cantato da Massimo, ha un sound davvero trascinante. Complimenti a chi ha elaborato l'arrangiamento. Starei ad ascoltarlo ore: speriamo che venga presto pubblicato. Poi, un gioiello dopo l'altro: “Due re senza corona” seguito da “Hey man” con applausi calorosi da parte del pubblico. Con “Jenny”, “Dove si va” e la logora “Un pugno di sabbia”, si torna nella normalità prima di ascoltare Danilo e Cico interpretare la soave ballata “L'eredità”. Altra perla “Qui”, uno dei brani più belli e “Il vento del nord” in versione carioca.

Dopo la consueta pausa-caffè-sigaretta-pipì, ci si riaccomoda per vedere Danilo proporre “Il nulla” come messaggio a favore dei deboli, dei malati e degli emarginati seguito, per legge di compensazione, dalla roboante “Io voglio vivere” dedicata a chi può farcela. Sergio canta la sua “Mediterraneo” seguita dall'energica “Stranamore” di Vecchioni. Ora c'è Babilonia, penso. Invece no. Danilo alza un drappo con l'immagine di Marco Pantani ed esprime il suo ricordo. Posa il drappo tra gli applausi del pubblico e partono le note de.... “L'ultima salita”! Incredibile, Aldo, il “pirata” ti ha ascoltato! E giù altri applausi. Siamo nel finale, atteso da molti, poiché lì c'è l'apoteosi con il brano “Vent'anni” cantato con anima e cuore da un Danilo stratosferico. Tutto il pubblico si alza in piedi per applaudirlo. Siamo veramente giunti ai brani finali che chiudono il concerto alle soglie della mezzanotte e, dopo l'esposizione dei numerosi striscioni dei fans club (anche il nostro ha avuto il ”battesimo” dell'Ariston!), il pubblico si raccoglie sotto il palco per cantare insieme “Io vagabondo”. A cantarlo, individuato tra il pubblico da Danilo che l'ha chiamato sul palco, anche Giancarlo Golzi, batterista dei Matia Bazar nonché pluri-vincitore del Festival di Sanremo. Con la soddisfazione negli occhi, nelle orecchie e nel cuore, lasciamo l'Ariston salutando gli amici fans che hanno condiviso quest'altra pregevole serata nomade. Ringraziamo i Nomadi e li lasciamo andare (domani saranno a Udine) e noi abbiamo tre ore di macchina da percorrere nel ghiaccio della notte.

I Poirinomadi augurano ai Nomadi, ai tecnici, allo staff, agli organizzatori, ai fans e a loro stessi un Buon Anno Nomade 2011.

Un particolare saluto agli amici fans che hanno condiviso questa serata: Antonella, Ilaria, Anna, Oreste, Carla, Mavi, Mario, Gino, Christian, Rosy, i poirinesi e tutti quelli di cui non ricordo il nome.

Buon Anno a tutti ! Restiate SEMPRE NOMADI !

Scaletta della serata

La dimensione, L'isola che non c'è, Lo specchio ti riflette, La storia, Due re senza corona, Hey man, Jenny, Dove si va, Un pugno di sabbia, L'eredità, Qui, Il vento del nord, Il nulla, Io voglio vivere, Mediterraneo, Stranamore, Auschwitz, L'ultima salita, Marinaio di vent'anni, L'aviatore, Vent'anni, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, Te Deum.

commento di giorgio    foto di aldo