28giugno

CONCERTO     ESAGERATO

Settimo, uno dei maggiori centri industriali della cintura torinese conta cinquantamila abitanti: ebbene, almeno la metà era presente al concerto organizzato dal Comune e dalla Pro Loco presso il parco De Gasperi per l'apertura della manifestazione musicale “Fuori tutti”. In effetti la metà degli abitanti è veramente uscita tutta fuori per concentrarsi negli ampi spazi dell'area di fronte al palco dei Nomadi. Un'esagerazione, vista la media-paganti di un concerto che si assesta sempre attorno alle 2000 presenze. Ma qui era gratuito e questo ha cambiato un po' le cose (viste dagli occhi del popolo nomade). Innanzitutto il logico caos: prima per la ricerca affannata di parcheggi di cui la zona scarseggia. Poi l'ammassarsi della moltitudine negli spazi per il pubblico che, a forza di accalcarsi, ha reso difficile la circolazione e il movimento verso i servizi e i punti di ristoro. Difficoltà che avrebbe incontrato anche un eventuale mezzo di soccorso. Ma sappiamo che quando uno spettacolo è gratis, l'organizzazione viene sollevata da ogni responsabilità...

I Nomadi, professionali come sono, non temono certo un pubblico così vasto; anzi ne sono certamente compiaciuti. Ma sono sicuro che si trovano più a loro agio quando siamo di meno: il loro popolo di fans. Il famoso “pochi ma buoni”. Ma i Nomadi sono pur sempre i Nomadi e la gente accorre volentieri ad ascoltare brani conosciuti da almeno tre generazioni di individui. I fans, quelli veri, naturalmente non mancano mai e li troviamo addossati alle transenne a incitare i nostri e a costruire l'adeguata coreografia.

Alle 21.30 in punto, con la luna piena in cielo, il gruppo ha dato via al concerto iniziando dal brano “C'è un re” per proseguire su una scaletta “commerciale” con brani “sicuri” senza inoltrarsi in ricercatezze (che magari, dai più, non sarebbero state apprezzate). Avanti allora con “La vita che seduce”, “Noi non ci saremo”, “Crescerai”, “Io voglio vivere”, “Sangue al cuore”, “Cammina cammina”, “Dove si va”, “Marinaio di vent'anni”, “Il fiore nero”, ancora l'immarcescibile “Un pugno di sabbia”, “Auschwitz”, “20 de abril”(!!!), “Stella cieca” e i brani finali “Canzone per un'amica” e “Dio è morto” arrivati con largo anticipo (sono le 23.30 poiché, come ha detto Cico, “Altrimenti ci staccano la corrente”. Infatti, dopo una veloce e affannata presentazione degli striscioni e lettura dei messaggi giunti sul palco, “Io vagabondo”, cantata finalmente da tutta la moltitudine con grande effetto corale, ha chiuso la serata ben prima della mezzanotte (la scadenza del permesso era fissata per quell'ora?). Un'esagerazione al contrario. Poco più di due ore: i Nomadi hanno fatto il loro “compitino” e si sono guadagnata (o confermata) ulteriore fama. Quasi un evento pubblicitario per dire: ”Siamo ancora qui, ritornate a vederci”.

Noi, popolo nomade pagante, ritorneremo certamente e vi seguiremo sempre. Ma ci piacciono i posti tranquilli, quelli dove non c'è esagerazione... Come a Gorzano, il prossimo mese: 18 euro da spendere bene. Ora torniamo alla macchina lontana un chilometro: un' altra esagerazione Un saluto al piccolo Jacopo portato dalla mammina fans al battesimo nomade alla “veneranda” età di ben 15 giorni! Auguri! 100 di questi concerti!                                                  Giorgio

alcuni momenti prima del concerto