Rieccoci nuovamente al cospetto dei Nomadi. Solo poche ore fa li lasciavamo in quel di Fontaneto, in provincia di Novara, ed ecco che li ritroviamo qui al mare di Spotorno. Almeno dieci gradi di temperatura di differenza, nonostante qualche nuvola di passaggio. Certo, due concerti consecutivi possono annoiare; si può fare altro nella vita. Ma dei Nomadi, noi, a differenza di altri, non ci siamo ancora stufati. E poi il richiamo del mare (che per noi della pianura è sempre forte), la possibilità di viaggiare con amici e dividere le spese, l'eventualità di un ultimo bagno di stagione e i festeggiamenti per il compleanno ( poi vi dico di chi ) ci hanno sospinto a regalarci quest'altra avventura nomade. I Nomadi erano già stati qui qualche anno fa; e, come allora, il Comune di Spotorno, sostenuto e incitato dal fans club “Il destino” (nella persona del simpatico e convincente Robertino) li ha invitati per un concerto di fine estate nella consueta location dell'ex campo sportivo adibito ora come parcheggio per le auto dei turisti. Oggi niente auto: solo fans e appassionati del gruppo di Novellara.

Ci siamo accordati con gli amici per raggiungere Spotorno con due macchine. Mentre Slaimer detto Oreste (o viceversa?) passava a “raccogliere” le albesi Mavi e Patty, io e Aldo puntavamo verso Asti per prelevare la Carla (ormai una compagna fissa dopo Arona, Cesenatico e Castagnole) e ritrovarci con gli altri al mare. Ma da Asti a Spotorno che strada si può fare? Ritornare verso la A6 attraverso una incompleta Asti-Cuneo, no. Stataleggiare tra mille curve e scollinamenti vari attraverso le Langhe, neanche. Il tom-tom che risiede nel mio emisfero destro aveva solo un percorso: A21, A26 e A10, ovvero dal casello di Asti-est al casello di Spotorno. Una veloce passeggiata. E invece no. A causa delle segnalazioni di una coda di otto chilometro dopo Ovada causata da un incidente, abbiamo dovuto allungare il percorso transitando sull'atroce A7 Milano-Genova. Un vero vagabondaggio che ci ha permesso di essere alla meta solo verso le 17. Ma come, direte voi, il concerto inizia alle 21; hai voglia... Beh; il programma pre-concerto è sempre ricco: acquisto biglietto (venti euro) e incontro con gli amici fans, passeggiata al mare e nel budello, saluto ai Nomadi, partecipazione al check-sound, taglio della torta di compleanno dell'amica Carla, cena o apericena nella “grotta” e, infine, concerto in prima fila e rientro.

Spotorno è una delle località turistiche più frequentate del ponente ligure; belle spiagge, l'isola di Bergeggi nel panorama, ampi spazi, due budelli addirittura con una miriade di locali e negozi, begli scorci di architettura tipica rivierasca. Una sola pecca: quei quattro drammatici scatoloni di cemento di quindici piani costruiti rubando spazio alle alture retrostanti che contrastano con le dolcezze architettoniche della parte costiera. Meno male che il concerto si svolge dalla parte opposta della cittadina; anche se il campo sportivo, ridotto ad uno spiazzo di terra e polvere, appare come un'altra bruttura artistica. Notiamo che il palco non è provvisto di copertura antipioggia; speriamo solo che i nuvoloni che incombono da nord se ne stiano tranquilli e che il meteo punto it abbia detto la verità... Facciamo tutto ciò che abbiamo previsto: incontri, passeggiate, check-sound e taglio della torta. Tanti Auguri Carla! E così, con Oreste, Mavi e Patty, onoriamo la data con torta e, ovviamente, moscato d'Asti. Non c'è stata molta gente alle prove; in effetti, molti dei fans erano in giro, come noi, per Spotorno e confidiamo che, all'inizio del concerto giungano in massa.

Dopo l'apericena, rientriamo sotto il palco per assistere al concerto. Sul palco, quale aperiri-canto, si sta esibendo il bravo Fabio Odone di Genova che con armonica e chitarra acustica propone antichi brani del periodo di Augusto. Ha una voce gentile e delicata, quasi una carezza. Questo giovane e statuario ragazzo (una presenza assidua tra i fans) si era esibito anche a Novellara e Cesenatico; meritati applausi per lui. A inizio concerto non siamo molti; forse mille-milleduecento. Molti meno dell'ultima volta qui, nel maggio 2008, quando eravamo il doppio. Alle 21.30, saluto di benvenuto da parte di Lorenzo Abbate e del Sindaco di Spotorno che ha ringraziato il Fans Club “Il destino” per l'impegno nel voler riportare i Nomadi qui. Ringraziamo anche noi, pronti, dopo tanto tempo, alle transenne, per fare la parte dei fans della prima fila, stasera (a parte qualcuno), un po' latitanti. Mi chiedo sempre come mai di sabato sera, a Spotorno che è in provincia di Savona che è confinante con la provincia di Cuneo, non ci sia il grosso dei fans del F.C. Provincia Granda (di cui siamo portatori dello striscione). Mah! Tutti in fila: Slaimer, Patty, Carla, Mavi ed io. Aldo ai piedi del e talvolta sopra il palco a scattare le sue ormai cinquecento foto a concerto (lui ha aumentato, grazie alla tecnologia, gli scatti, mentre io gli articoli li faccio sempre lunghi uguali!!...).

 

Pronti. Via! Come la sera precedente inizio con Ma che film la vita e poi scaletta più o meno uguale alle ultime esibizioni. Come ai vecchi tempi mi diverto a cantare, battere il tempo, saltare, partecipare, lanciar coriandoli, scherzare insieme agli altri. Una cosa che ti fa sentire ridicolo, forse, ma che ti fa tornare un po' bambino perché ti toglie un paio di lustri all'età che hai. Sotto questo aspetto è davvero un bel concerto, anche se i Nomadi, talvolta, mostrano qualche sbavatura dovuta a stanchezza (li ho visti pure sbadigliare...). Cristiano esegue una splendida Tarassaco e una toccante Apparenze mentre Massimo si spreme per Ala Bianca. Divine le evoluzioni di Cico alla chitarra (ma stasera non ha bevuto?) ed efficace Daniele alla batteria. Sergio ha nuovamente ribadito il suo pensiero sull'articolo 11 della Costituzione prima di proporre la sua Il vento nelle mani. Beppe, dall'alto del suo ciuffo ribelle, ha elargito a destra e a manca il consueto sorrisone. Tre ore di spettacolo passate in un soffio culminate con Io vagabondo cantato da Cristiano Turato in coppia con Fabio Odone (che onore!). Se lo merita proprio e finale in allegria con i salti sul Te Deum. Poi i saluti agli amici e agli artisti e ritorno alle macchine per il viaggio di ritorno (accipicchia, la A26 è ancora chiusa e mi tocca fare un giro tortuoso per raggiungere Asti e riportare la festeggiata a casa...).

Viaggiando, ripenso alla serata appena trascorsa. Mi assale un momento di tristezza e nostalgia dovuta, oltre al fatto che il divertimento, per oggi è finito, alla considerazione che elaboro nella mia mente. Ieri sera a Fontaneto, mille persone, stasera, altre mille. Conservo i dati del pubblico presente di tutti i 170 concerti visti in dieci anni; ebbene, il numero di spettatori, negli ultimi due anni si è assottigliato di molto. Sarà la crisi, sarà il numero di offerte in campo musicale, sarà l'arrivo di Cristiano Turato (innocente come un neonato), ma intravedo in tutto questo l'inizio del declino, della decadenza, dell'oblio. Una pagina che si sta pian piano chiudendo. Beppe Carletti ha detto che “finché ci sarà anche un solo spettatore sotto il palco lui sarà sul palco a suonare”. Mi sa che andrà ancora avanti a lungo poiché, almeno io vorrò esserci!.... Un saluto a tutti gli amici fans incontrati, in particolare al gruppo del “Destino” di Savona. Un abbraccio alla Tatty, bella quanto simpatica (lo è entrambi!!!) e un arrivederci a questa ricomposta prima fila con noi pazzoidi di Alba-Asti. Grazie della torta e del moscato, sorrixedda! Centu de custa disi.

Scaletta

Ma che film la vita, Ancora ci sei, Terzo tempo, Noi non ci saremo, Il fiore nero, Non avrai, Sangue al cuore, Fuori, Anni di frontiera, Dove si va, Io voglio vivere, Tutto a posto, Il paese, Suoni, Tarassaco, Il vento tra le mani, La collina, Ala bianca, Apparenze, Amore che prendi amore che dai, Una storia da raccontare, L'ultima salita, Marinaio di vent'anni, Gli aironi neri, Utopia, L'uomo di Monaco, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo, Te Deum.

giorgio