La tappa di Torino è ormai una consuetudine per i Nomadi. E così, in questa calda primavera che sembra luglio, l'organizzazione “Destinazioni. Concerto per il disarmo nucleare”, predispone il MAZDApalace per i Nomadi sponsorizzati da PEUGEOT nella patria della FIAT. L'argomento del disarmo nucleare mondiale (esposto dal presidente dell'associazione che, tra l'altro, ha lanciato precise accuse ai guerrafondai Bush-Blair-Berlusconi), appare sproporzionato rispetto al contesto di questa sera. I Nomadi, lo sappiamo, non si tirano mai indietro nel portare avanti e promuovere iniziative volte al bene di tutti, ma il problema della ri-proliferazione delle testate atomiche occorre portarlo su livelli più alti di discussione; come gli stessi governi, per esempio. Le duemila persone presenti al concerto sono una piccola voce di protesta per tale questione: occorre moltiplicare queste voci per farsi ascoltare e costringere chi detiene questi ordigni a disfarsene. Ma, come sappiamo, gli interessi sono troppi e nessuno vuole essere il primo... Scusate questo mio pensiero. Era doveroso, per la cronaca. Ma sono qui per il concerto e allora parliamo solo più del concerto.

Biglietto a 18 euro ma, all'ingresso non si è capito bene perché fino alle 18.30 si poteva entrare per le prove per poi chiudere i cancelli e riaprirli un'ora dopo. Mah. Fans un po' fuori e un po' dentro e una maldestra impreparazione per gestire chi voleva uscire e rientrare. Avendo assistito da spettatore al concerto svizzero di due sere fa, questo di Torino lo vivo da Poirinomade dedicandomi all'incontro con gli amici fans, conoscenti, colleghi e parenti giunti compatti lasciando i cari Nomadi immeritatamente in secondo piano. Come altre volte dò una mano al Barba a mettere sul palco i tanti messaggi e regali portati dai fans e a sistemare i disabili davanti alle transenne (e qui l'organizzazione ha ancora toppato perché non ha predisposto sedie). Così andavo a prelevarle nell'emicerchio grande del Mazda dove la sera prima si è esibito Beppe Grillo. Orrore: l'impresa di pulizia non aveva fatto ancora il suo lavoro e c'era un macello! Meno male che un provvidenziale tendone ha occultato questo evitabile disordine.

Basta critiche, ora. Il tempo vola, tra un incontro con gli amici e l'altro si avvicina l'ora dell'inizio. Ci sono proprio tutti (o quasi). Molti anche da lontano. Sono presenti elementi di gruppi cover che vengono volentieri qui non per imparare ma per “caricarsi” di quel carisma che i Nomadi diffondono in tutti noi. Presenti anche le bancarelle dei Fans Club dei dintorni (“Vagabondi della Mole” e “Gente come Nomadi”) e quella di “Augusto per la vita”. “Provincia Granda” rappresentata da numerosi fans “capitanati” dal vice Giampiero. Poi, accolti dall'applauso degli ormai impazienti fans, ecco Beppe che attacca le note di “In piedi” facendo scatenare il parterre. Segue “Non è un sogno” e poi via via le altre per una scaletta che ha dei momenti veramente intensi. Gran ritorno di “La vita che seduce”, brano che permette agli organizzatissimi fans di lanciare in aria chili e chili di coriandoli tali da farne uno spesso strato.

Mentre sto scambiando qualche impressione con Ciro, tastierista del gruppo cover Angeli di Strada, sento partire le inconfondibili note iniziali de “La collina”. Uno dei brani più energici in scaletta e che ritroveremo anche sul nuovo CD che uscirà a settembre. Bellissima, io, come tanti, ci vado pazzo. Dopo la perfetta esecuzione non ho il tempo di “riprendermi” che viene subito proposta “Mediterraneo”, altra magica perla della serata. Faccio un bell'incontro: il Sig.Gabriele Ferraris, autorevole giornalista della “Stampa” nonchè nomadista da sempre; mi trattengo brevemente con lui per scambiare alcune impressioni sul concerto e su come sia stato poco pubblicizzato e mi sembra, infatti, che di manifesti ce n'erano pochini in giro mentre la stessa “Stampa” ha dato adeguato risalto all'avvenimento. Penso che una maggiore pubblicità avrebbe portato ben più dei duemila presenti; affidarsi solo ai siti specializzati e al tam-tam dei fans, talvolta non è sufficiente.

Concerto che va avanti spedito galoppando tra i brani che costituiscono l'ossatura dei recenti concerti. “Con me o contro di me”, “Dove si va”, “Io voglio vivere” raccolgono vere ovazioni. Tra un brano e l'altro Danilo e Cico hanno il loro bel daffare per leggere i vari messaggi portati sul palco. Nella seconda parte brillano “L'uomo di Monaco” e l'appropriata “Il pilota di Hiroshima”, tanto per stare nel tema nucleare. Per la scaletta completa potete comunque collegarvi al sito ufficiale dei Nomadi. I quattro brani conclusivi chiudono la serata (magistrale e sempre commovente “Ma che film la vita”) e, dopo la presentazione degli striscioni dei fans, “Io vagabondo” che rappresenta l'arrivederci al prossimo concerto giusto per mantenere l'indole di “vagabondo” che porterà noi fans a Pescara e poi al grande raduno di Casalromano. Per quanto riguarda il Piemonte aspettiamo invece il mese di giugno.

Questa volta i saluti sono complicati: mi ci vorrebbero altri 20k di memoria per metterli tutti senza dimenticare nessuno. Quindi vi saluto e vi abbraccio TUTTI ...ma doppio abbraccio a Maria e Giorgio di Chiavari (loro sanno perché), a Dada e Ciro (loro sanno perché) e alla ritrovata “ragazza immagine” del nostro sito Vanessa (lei sa perché). Grazie Nomadi per il bel concerto di stasera e speriamo che la nostra piccola voce sia arrivata a qualcuno che riesca finalmente ad immaginare cosa succederebbe se a qualche pazzo venga in mente di premere quel maledetto pulsante rosso.                                                                                     Giorgio

Non premete questo pulsante, vi scongiuriamo !

Ancora qualche foto.

I diversi modi di esprimere entusiasmo.

L'ambita foto ricordo con Cico

Perchè avete premuto il pulsante rosso, all'ora le prediche non servono a nulla !