TORINO 22 SETTEMBRE

I Nomadi nella città natia dei Poirinomadi

Introduzione

I ricordi dei Nomadi sono legati molto a Torino, perchè nel lontano 1966 vennero in un tour di 15 giorni , nei più svariati locali , con il loro mitico furgone Wolkswagen.

Il Palavela

Nel 1961 la città di Torino celebrava il centenario dell'Unità d'Italia con una grande esposizione internazionale.La nuova area comprendeva un vasto parco in riva al Po, con stupefacenti padiglioni espositivi quali Palazzo a Vela di Annibale e Giorgio Rigotti, esempio di virtuosismo stilistico e tecnologico modernista.La struttura è stata completamente rivista per ospitare le gare di pattinaggio artistico e short track delle olimpiadi invernali 2006

CONCERTO DEL PALAVELA

Siamo quasi al termine del tour estivo 2008. Ancora un paio di date al nord e poi i Nomadi si fermeranno per riposarsi. La data di Torino non era nemmeno stampata sul calendario cartaceo. E' stata inserita in seguito nell'ambito della manifestazione Settembre Musica MI-TO organizzata dalle due metropoli ormai legate, oltre che dall'Alta Velocità, anche dagli stessi interessi culturali. Il luogo prescelto per questo concerto era, in principio, il PalaIsozaki, il lucente contenitore da 13000 posti costruito per le Olimpiadi invernali 2006. La scelta di preferire il più piccolo PalaVela da 8000 posti (ristrutturato anche lui per le olimpiadi dopo gli svariati utilizzi alternatisi negli anni a partire dal suo “debutto” avvenuto per le celebrazioni del centenario del 1961), è stato forse motivato dalI'attuale impraticabilità dell'impianto più grosso. E' andata bene così, poichè i 4000 paganti (solo 4000 paganti in una città come Torino, di lunedì, a soli 10 euro?), hanno evitato un “effetto vuoto” maggiore. Posti rigorosamente numerati, nessun posto in piedi, nemmeno nel parterre dove sono state sistemate file di sedie, e prevendita andata a ruba.

 

Tutto ciò ha fatto in modo che i fans, giunti alla biglietteria in forte anticipo, ne hanno prima atteso l'apertura alle 19, e poi si sono dovuti accontentare dei biglietti per il terzo anello di gradinata. Una autentica dispersione di fans abituati alla prima fila. Non sono servite le spiegazioni e le preghiere a chi era incaricato di indirizzare i possessori dei biglietti al loro bravo posto numerato. Implacabili e irremovibili. A me è toccato il terzo anello, settore 319, fila 9, posto 7. Sopra di me solo più i santi in Paradiso. Comunque l'ambiente è bello; il palco è stato allestito laggiù, di fronte a noi: nel parterre il pubblico sta affluendo per riempire le 700 seggiole (molte, però, rimarranno vuote). Nessuno deve rimanere in piedi (ordini della Sicurezza) e nessuno deve appoggiarsi alle balaustre di vetro perché sono pericolose (ma perché le hanno messe!!??). Prima del concerto una voce dall'altoparlante informa il pubblico sul comportamento da tenere in caso di emergenza. Come le hostess prima del decollo del jet. I Nomadi, nel pre-concerto, non li ho visti. Sono entrati dall'ingresso di servizio, protetti e scortati come le star più vanitose e irrangiungibili. Gli organizzatori non sanno che i Nomadi amano il contatto con il loro tranquillissimo e correttissimo pubblico... Alle 21.15, quando ancora l'affluenza degli spettatori non era ancora completa (sai la fatica di trovare un parcheggio a quest'ora?) si sono spente le luci e dal pubblico è partito un applauso di benvenuto per il gruppo che stava prendendo posto sul palco.

Il primo brano è la versione moderna di “Come potete giudicar” seguita da “Ci vuole un senso” e “Una storia da raccontare”. Dall'alto della mia postazione sentivo bene ma non al volume cui sono abituato. La distanza sfalsava le battute della batteria che giungevano in ritardo rispetto all'osservato. Bello l'effetto scenografico delle luci. Il gruppo dava l'impressione di essere un po' spaesato con tutto quello spazio vuoto davanti e di lato e gli è certamente venuta a mancare la spinta e il calore dei fans normalmente piazzati oltre la transenna (stasera non ce n'era neanche una). Danilo, un po' giù di voce, compensava con la sua grande professionalità i passi più difficili dei brani. Tra i migliori, ricordo “Dove si va”, “Io voglio vivere”, “Asia”, “Marta”. Bello il momento “slow” di “Ophelia” e “L'uomo di Monaco”. Negli intermezzi tra i brani, i consueti riferimenti al potere della cultura, alla ricerca della pace in medio-oriente, alle frivolezze televisive, al Toro e alla Juve, alla “bignola an's lu stomi”, alla pancia di Cico. Si prosegue con altre perle come “I ragazzi dell'ulivo” e la stupenda “La mia terra”. Al giro di boa, magistrale esecuzione di “Suoni” da parte di un fantastico Sergio, che poco prima aveva tirato per le lunghe, in un crescendo incredibile, il duetto con la fisa di Beppe sul “Paese delle favole”.

Nella seconda parte è stato il momento dell'atteso ospite: il novellarese Stefano “Cisco” Bellotti, voce dei Modena City Ramblers che si è unito ai Nomadi cantando con Danilo l'annosa “Atomica cinese”. Per lui, da solista, un rispolvero di “Bella ciao”, quasi come una dedica alla città simbolo della lotta partigiana. E basta. Si poteva fare di più con la bella voce di Cisco. Ma il tempo stringe: si va avanti con “Marinaio di vent'anni”, “Sangue al cuore”, “Auschwitz”, “Salutami le stelle”, “Ti lascio una parola”. Il pubblico applaude e dimostra affetto e soddisfazione. E anche qui, si poteva fare di più, come intensità della scaletta. L'ultimo fuoco d'artificio arriva da “Ma che film la vita”, che mi commuove sempre e il trittico finale con corretto coro del pubblico sull'ultima strofa di “Canzone per un'amica”. Pochi gli striscioni portati sul palco: Provincia Granda, Poirinomadi, Vagabondi della Mole, Famiglia Nomade e un paio d'altri. Eppure siamo a Torino, Piemonte, una regione dove i Nomadi sono quasi di casa. Quest'anno sono stati oltre una decina i concerti in Piemonte: l'ultimo appena tre giorni fa, a Bagnolo. Due addirittura annullati per pioggia. Forse i fans preferiscono i concerti all'aperto, dal sapore di scampagnata. Quando si è al chiuso, quasi in prigione, come stasera, è impossibile “fare il fans”. Aspetteremo altre occasioni. Il concerto termina alle 23.30 (anche Cico si è scusato per la brevità della scaletta) poiché occorre sgombrare questa cattedrale entro la mezzanotte. La legge è legge e va rispettata. Grazie comunque, cari Nomadi, e buone vacanze!

Un saluto a tutti gli amici fans.      Un grazie di cuore ad Antonella di Casale per la gentile e inattesa dedica!

Giorgio