TORINO    26     NOVEMBRE     2011

CONCERTO   DEL   COMMIATO

Non posso non iniziare questo resoconto del concerto di Torino con la notizia del giorno, fresca fresca. E triste triste. Danilo Sacco lascia i Nomadi a fine anno. Un evento che era già nell'aria da tempo, forse dal periodo immediatamente successivo al serio problema di salute che il cantante dei Nomadi aveva dovuto affrontare nel 2009. Serata caratterizzata, quindi, da un velo di malinconia, tangibile ed inevitabile, sia da parte degli artisti sia da parte del pubblico di duemilacinquecento persone accorse al Teatro Colosseo per assistere all'esibizione, in versione invernale, del gruppo di Novellara e anche, sentita l'ultima “nuova”, per rendersi conto di una situazione che sarà destinata, necessariamente, ad un futuro di cambiamenti. Ma, ai cambiamenti, i Nomadi sono abituati fin dagli albori. E non si sono mai fermati.

Danilo Kakuen Sacco, tre giorni prima, aveva pubblicato, sul suo sito, una lunga lettera in cui tentava di far capire le motivazioni dell'abbandono. Qualcuno, sempre sul web, ci ha ricamato sopra ed ha, incautamente e inopportunamente, espresso giudizi avventati sull'argomento. Ed è per questo motivo che Beppe Carletti, prima del concerto e a sipario chiuso, si è presentato sul palco per dare lettura al comunicato ufficiale (quello che trovate sul sito dei Nomadi), per ribattere alle illazioni. Beppe se l'è presa con l'abuso di internet che impedisce qualsiasi tipo di controllo su quanto viene pubblicato ed ha ribadito l'operato trasparente della ditta “Nomadi” che lui, in quanto manager, deve guidare con determinazione, per farla sopravvivere. Ha ricordato quindi il percorso dei Nomadi, dalla fondazione, ai primi successi, ai litigi, al periodo di Augusto, agli alti e bassi; ed ora i Nomadi sono chiamati ad un altro sforzo per sopravvivere alla partenza di Danilo, al quale Beppe ha rivolto, nel rispetto della sua decisione, parole di amicizia ringraziamento. Infine, a conclusione del discorso (che Beppe, credo, ripeterà in apertura degli ultimi concerti in calendario 2011), ha espresso la volontà di continuare il suo lavoro di musicista dicendo “Ora lasciamo spazio alla musica, ossia il nostro lavoro”. Così sia, e applausi da parte di un pubblico sorpreso e disorientato da un prologo che, certamente, non si aspettava.

Nessuno di noi ha il diritto di giudicare quello che una persona decide di se stesso. Anche noi stessi, nel corso della nostra vita, abbiamo preso decisioni importanti. A volte positive e a volte negative. Ma positive o negative nei confronti di chi? Dipende dai punti di vista e il punto di vista principale è quello che riguarda chi prende la decisione. Che va rispettata, indipendentemente dalle motivazioni che l'hanno generata. Noi Poirinomadi la pensiamo così. Rimane l'amarezza per una scelta che, ad ogni modo, ci toglie qualcosa di bello, che avevamo conquistato e apprezzato. Ma pensiamo anche che Danilo avrà modo di riproporsi a chi lo ha sempre stimato e saprà dimostrare di essere in grado di dire ancora molte cose, dal punto di vista artistico. Con o senza Nomadi.

Alle 21.30 il sipario si è aperto sulle note d'organo della struggente “Stagioni”, col solo Beppe in scena illuminato da un suggestivo “occhio di bue”. L'ouverture non finiva più. Poi, sotto un altro cono di luce, ecco presentarsi sul palco Danilo, accolto da un applauso più intenso del solito. Ho memorizzato questa sua apparizione sul palco pensando già a quando dovrò ricordarla con la nostalgia di qualcosa non vedrò più. Poi inizia a cantare: “Ecco che, ...il tempo passa giàaa...” e sono brividi. Qualcuno del pubblico, più sensibile degli altri agli addii, piange. Dopo la bella esibizione Danilo si prende i meritati applausi e, mentre Cico, Sergio, Massimo e Daniele raggiungono le loro postazioni, esprime qualche sua riflessione, senza addentrarsi nell'argomento, citando il pensiero di Voltaire:”Non sono d'accordo su quanto affermi, ma mi batterò fino alla morte per difendere il tuo diritto di dirlo”. E poi, per fugare ogni dubbio di attrito con Beppe, una solida e prolungata stretta di mano tra i due. Danilo ce l'ha sempre cantata, La libertà di volare; ora tocca a lui volare. Ed è giusto che sia così. In un ormai prossimo domani, ci sarà, nei Nomadi, un altro cantante, al posto di Danilo. Si chiamerà Massimo, Carlo, Alessandro, Roberto o Valentino; chi lo sa. Ebbene, il popolo nomade ritroverà un altro idolo, e la storia continuerà. In fondo, Danilo è il terzo cantante dei Nomadi, dopo Augusto e Francesco. Ci saranno un quarto, un quinto (ma quand'è che Beppe chiude baracca e va in pensione?) e il pubblico sarà sempre lì ad applaudirlo.

Sembra banale, ora, parlare del concerto. Comunque lo devo fare.

L'ultimo CD (ultimo con Danilo, a questo punto) Cuore Vivo è stato il filo conduttore di tutto il concerto, con buone prestazioni del gruppo. L'acustica non era gran ché (troppi bassi) e questo ha aggiunto una nota negativa all'insieme. Una bella sorpresa è stata la presentazione della rediviva “Stella d'oriente” e di “Senza nome” nel primo tempo, mentre nel secondo tempo abbiamo assistito al trittico iniziale, in versione acustica, di “Sarà come il tempo vuole”, “I tre miti” (incredibile!) e “Salvador”. Un bel momento musicale culminato con una travolgente “20 de april”. Il resto è stata la consuetudine di una scaletta incentrata sui brani classici più conosciuti del repertorio nomade. In special modo, canzoni come “Dove si va”, “Cosa cerchi da te”, “Sarà come il tempo vuole”, “Fatti miei”, “Io voglio vivere” e, ovviamente, “Io vagabondo”, in questo frangente, parevano calzare alla perfezione.

Danilo, indubbiamente, palesa una certa fatica nell'esprimersi rispetto a come faceva ai tempi d'oro. Ce ne eravamo già accorti in recenti concerti dove non era stato al massimo, e pensavamo a qualche disturbo momentaneo. Invece no, erano forse i primi segni di cedimento. Certo, 47 anni, come dice lui, potrebbero già essere abbastanza, per un cantante che ora si spreme fino a diventare paonazzo per alzare i toni più elevati dei vari brani. Una cosa che fino a pochi mesi fa era, per uno come lui, facile come bere un bicchiere d'acqua. Poche altre emozioni (bastavano quelle generate dalla notizia iniziale) e il concerto è volto alla fine con la presentazione dei consueti brani conclusivi. Alla lettura dei messaggi e alla presentazione dei numerosi striscioni, i Nomadi apparivano normali, allegri come al solito, con Danilo, ad esempio, che enuncia il consueto striscione degli amici di Savona accattivandolo con la cadenza ligure “Distaccamento di Savona, presente!”.

Tutto normale, in apparenza, ma pensiamo che dietro quell'apparenza si cerca di mascherare una situazione alquanto difficile e mi auguro che i Nomadi dimostrino, anche in questo caso, comprensione, professionalità e perseveranza. Come hanno sempre fatto. Al termine, Danilo è stato a lungo circondato e coccolato dai fans che volevano strappargli, è il caso di dirlo, l'ultimo autografo. Sono sicuro che, al di là degli ultimi concerti in programma con i Nomadi, rivedremo presto Danilo Sacco, magari sotto nuove vesti di artista, autore e cantante. Prima della separazione, ritorneremo a vedere Danilo Sacco con i Nomadi, magari a Bergamo o a Modena. Poi chissà, probabilmente lo ritroveremo dove meno ce lo aspettiamo. Staremo a vedere; o, meglio, a sentire. Intanto, i Poirinomadi, restano, ovviamente, con i Nomadi, pronti ad applaudire l'erede di Augusto e Danilo. Magari è già stato individuato e magari è stato proposto dallo stesso Danilo. Intanto faccio una previsione; Danilo sarà presente almeno ad un concerto a Novellara e sarà sul palco a cantare il brano che, ora e sempre, rappresenta l'essenza della vita e delle scelte che dobbiamo fare per onorarla: “La libertà di volare”. Quella ce l'abbiamo tutti; anche Danilo.

Grazie di tutto, Danilo! Questa volta te la sei tolta “la bignola d'an s'lu stomi”. Buona fortuna!!!!

commento scritto da giorgio con la piena approvazione da suo fratello io ....... aldo