Eccomi qui, cari amici nomadisti. Dopo tanto tempo (da Castagnole Lanze), torno a scrivere di Nomadi. Il mio “Terzo tempo”. A Torino c'è stato un altro debutto. I Nomadi, con il nuovo cantante Cristiano Turato, si sono esibiti nel loro tempio teatrale torinese. Il rinnovato teatro Colosseo di Via Madama Cristina. Nuove poltrone, nuova disposizione, nuova tecnologia per i nuovi Nomadi del Terzo tempo. Qui, un anno fa, avevamo assistito, con una certa dose di tristezza nel cuore, ad uno degli ultimi concerti dei Nomadi del Secondo Tempo. E stasera, insieme ad altri 1500 nostalgici quanto irremovibili fans (ma ho notato intere file di poltrone vuote in platea), abbiamo assistito a questa ennesima versione dei Nomadi nata in questo 2012. Cristiano ha debuttato, a dire il vero, a Novellara e poi lo abbiamo visto in diversi altri concerti al chiuso e all'aperto, dimostrando un bel carattere interpretativo. Ma, il ragazzo, era “obbligato”, poverino, a cantare canzoni già sentite, già collaudate da altri e la gente non poteva sottrarsi a fare confronti. Ma stasera no, o, almeno, non solo. Stasera debutta, se non proprio il nuovo cantante, il nuovo CD dei Nomadi; appunto il “Terzo tempo” del titolo. Un lavoro corale dove tutti i componenti del gruppo si esprimono sia in qualità di autori che di interpreti.

Non potevamo mancare a quest'appuntamento torinese (uno dei pochi concerti organizzati ultimamente in Piemonte) noi che abitiamo a venti minuti di macchina. Biglietti a trentasette euro, pagati e ritirati direttamente alla cassa del Colosseo già due mesi prima (anche perché desideravo rivedere i profondi occhi scuri della strepitosa cassiera Sabrina) e adeguata aspettativa del concerto per ascoltare finalmente Cristiano nell'interpretazione dei brani inediti, usciti nel nuovo Cd il mese precedente e subito salito ai vertici della classifica dei dischi più venduti. Come di consueto, abbiamo ritrovato, nella hall del teatro, amici nomadisti di lunga data. Li saluto tutti ma non posso citarli tutti, anche perché me ne dimenticherei..., decine. Saluto, tra gli altri, Antonella e Michelangelo, Rinuccia della Provincia Granda, Massimo dei Vagabondi della Mole, Sabina e Daniela, Carla e Mavi di Asti, la giovane e tutta ricci Alessia, diversi amici poirinesi e, con mia grande sorpresa e piacere, alcuni colleghi della Croce Rossa, Tamara, Annamaria, Emilio e Renato che si sono rivelati, con mio sommo piacere, appassionati nomadisti.

Alle 21.20, in quasi perfetto orario, si sono spente le luci e il concerto è iniziato con l'apertura del sipario che ha rivelato i Nomadi già disposti sul palco e già intenti a proporre il primo brano, interpretato da Massimo Vecchi e cioè “Amici miei” che non è il titolo del famoso film comico, ma una delle canzoni più vecchie dei Nomadi, cantata già dal “Primo tempo” di Augusto. E poi avanti con la presentazione dei brani del nuovo CD: “Ancora ci sei”, “Terzo tempo”, appunto, “Fuori”, “Non avrai”. Per me che, volontariamente, non ho voluto anticiparmi nulla ascoltando il nuovo Cd in macchina o sotto la doccia... o sotto le lenzuola, è stato un ennesimo battesimo nomade con Cristiano (e gli altri) alle prese con brani che non avevo mai ascoltato. Ogni tanto tornavo alla realtà con brani storici o ricorrenti (fin troppo) come “Amore che prendi...”, “ Gli aironi neri”, l'eterna “Dove si va”, la noiosa (infatti Cristiano si è scordato le parole) “La libertà di volare”, l'inevitabile “Io voglio vivere” e poi, nel finale anche le scadute “Auschwitz” e “L'uomo di Monaco”. In mezzo, altri brani nuovi come “Tarassaco”, “Il vento tra le mani” e la dolce “Apparenze”. Qualche fuoco d'artificio con “Mediterraneo” e “Anni di frontiera” e finale con le solite quattro dell'Ave Maria.

I Nomadi sono certamente dei grandi professionisti; sul palco sono a loro agio e fanno stare a proprio agio anche il pubblico con un'atmosfera più che confidenziale. Anche attraverso gli ilari intermezzi dove Cico, formidabile creatore di battute, dimostra di possedere un secondo lavoro come una eventuale spalla di Massimo Boldi. Dal punto di vista musicale, le nuove canzoni mi sono piaciute, come contesto e come interpretazione. Bella e commovente Tarassaco, così come è dolce Apparenze. La mia preferita è “Il vento tra le mani” con un buon lavoro di Sergio Reggioli, distintosi anche in una grande ouverture su Suoni. Evitabile il brano “Fuori”, cantato in modo quasi arrogante da Massimo che sa di rivalsa su un altro brano che potete trovare su un altro nuovo CD inciso da colui che cantava nel Nomadi del Secondo Tempo.

Ragazzi! Smettetela di farvi i dispetti e rivolgete la vostra creatività su argomenti di carattere generale come l'amore, la vita, le tasse, le elezioni, gli esodati come me e l'imminente ... fine del mondo!!!

Concerto quindi di buon livello; Cristiano ha una bella, calda e profonda voce e sa tenere bene il palco anche se qui a Torino, la gente è un po' avara di applausi. Ma i Nomadi sanno comunque che chi li viene ad ascoltare, li ama e questo a loro basta. Devono arrivare al cinquantennio, il prossimo anno, e poi si vedrà.

Intanto Beppe e Cristiano se ne vanno in giro a fare promozione e il 21 dicembre saranno a Condove (Torino) ospiti del Fans Club Val Susa dell'amico Piero Richiero. Ci saranno Gli Angeli di Strada. Nota “official cover band” che inviteranno Cristiano (toh, che strana coincidenza, un nome già sentito tra gli Angeli) a cantare con loro e vedremo l'effetto che fa.

Intervenite numerosi !

per il commento giorgio

aldo per le foto