TORRE PELLICE

28 MAGGIO 2011

CONCERTO CHE HA TOCCATO IL CUORE

 I Poirinomadi tornano al cospetto dei Nomadi dopo oltre due mesi di assenza, ovvero dal concerto di Ivrea. Niente Casalromano, purtroppo, a causa della concomitante Adunata degli Alpini a Torino. Un altro genere di “nomadi” davvero speciali. Il concerto di Torre Pellice, in provincia di Torino, ci offre una comoda occasione per ritornare ad ascoltare i nostri beniamini. La cittadina di montagna, regina della Val Pellice è famosa, oltre che per la presenza della comunità Valdese, per essere anche la sede della forte squadra di hockey su ghiaccio Bulldogs Valpellice, in gergo “Valpe”, che viene seguita dai tifosi di tutta la vallata e non solo. Partiti alla volta della ridente vallata, in un pomeriggio limpido e assolato, siamo giunti sul posto poco dopo le 18, giusto per le prove. Biglietto a (soli) 15 euro per un doppio concerto organizzato nell'ambito della manifestazione “Arts on air Festival” che, oltre ai Nomadi, ha invitato, nel periodo estivo, Persiana Jones, Modena City Ramblers, Linea 77, i Fichi d'India e altri gruppi. Ho detto prima, doppio concerto; sì, perché come gruppo spalla, che ha intrattenuto il già numeroso pubblico durante la pausa-cena (i Nomadi sono stati in un locale di Lusernetta), è stata chiamata la locale cover “Sensazioni”, capitanata dall'amico Michelangelo Banchio. L'unica pecca è stata quella di farli suonare nel piazzale esterno, impedendo il gradimento della loro piacevole ora di musica a chi si trovava già sotto il palco all'interno del poco funzionale palazzetto dall'architettura, benché valida, fredda e approssimativa. Ho visto palazzetti migliori, come quello di Desio, Cesena, Reggio Emilia, Brunico dove anche la musica, oltre allo sport, trova la sua giusta ambientazione.

                          

Sensazioni: gruppo composto, nella sua attuale formazione, oltre che dal cantante Banchio, dal chitarrista Pino Sardella, dal bassista Raffaele Pintimalli, dal polistrumentista, assai bravo, Giorgio Arduito e dal batterista Claudio Meirone. La caratteristica di questo gruppo è quella di saper esprimersi attraverso tutta la produzione nomade con divagazioni su altri autori a tema come Dylan, Tenco, Bertoli, De André e produzioni proprie. Questa sera hanno proposto una gradevole ora di musica nomade proponendo, tra l'altro, una impeccabile “Ala bianca” (dedicata alla compianta giovane fans Federica), una intensa “Ho difeso il mio amore” e una particolare versione della “Vita che seduce”. Bravi.

Veniamo ai Nomadi. Sono arrivati tardino dalla libagione. Normalmente, un loro concerto inizia poco dopo le 21. Stasera invece, i duemila scarsi del pubblico (metà sulle antistanti tribune e l'altra metà sotto il palco), hanno dovuto attendere ben oltre le 21.30 prima di vederli comparire sul palco. Li vedo sempre uguali i Nomadi; stesse sembianze, stessi capelli, stesso abbigliamento e stesse espressioni di sempre. Non invecchiano e non cambiano mai una virgola come se avessero un clichè, una sembianza, un “travestimento da concerto”. Questo succede quando siamo noi che osserviamo gli altri, ma credo che valga lo stesso ragionamento quando gli altri guardano noi. Scusate la divagazione ma era per farvi capire che sono stato contento di aver ritrovato i miei cari Nomadi di sempre. I Nomadi di sempre anche per quanto ha riguardato la scaletta proposta, novità a parte. Siamo tornati ad uno standard caro ai Nomadi e un po' meno caro ai fans più abitudinari. Ma il gruppo sa che la gente viene per ascoltare le canzoni più conosciute e orecchiabili e sempre quelle vengono proposte. Niente da dire sulla professionalità e potenzialità degli artisti che, in ogni caso, si guadagnano, per ogni brano, la loro bella sequela di applausi.

Inizio “strano” con “Un vecchio e un bambino” seguita da “L'uomo di Monaco”, due brani dedicati, evidentemente, alla memoria di Augusto Daolio Poi un debordante “Il destino”, seguita dalla simbiotica “Una storia da raccontare”. Si torna alla normalità con “La dimensione”, “Dove si va”, “Lo specchio ti riflette”, “La mia terra”, “Gli aironi neri”, “Io voglio vivere”. Danilo prende fiato lasciando “Mediterraneo” a Sergio Reggioli e “Santina” a Massimo Vecchi”. La novità della serata è stata la presentazione del nuovo brano “Toccami il cuore”, anticipato dalla distribuzione a tutto il pubblico di palloncini e cartoncini rossi a forma di cuore. Danilo, accingendosi a cantarla e accorgendosi della festosa coreografia, ha esclamato:”Ma cosa vi siete fumati questa sera?” Bello il nuovo brano. Ancora il cuore come protagonista principale dopo il vari “Sangue al cuore”, “...gettare il cuore oltre le fiamme...” e... il cuore birichino di Danilo. Una canzone di classica impronta nomade, incisivo, orecchiabile. Gli auguro lo stesso successo delle altre.

Mi accorgo, intanto, che il pubblico sotto il palco è aumentato, mentre quello sugli spalti è svanito. Sono salito sulle gradinate per avere conferma di ciò che immaginavo; non mi sono sbagliato. Da lassù, non si capiva nulla di ciò che veniva cantato a causa degli echi e della dispersione delle onde sonore. Questa volta Atos non è riuscito a fare il miracolo; forse c'era qualche problema di amplificazione. Nella seconda parte, dopo l'intensa esibizione, applauditissima, di Beppe e Sergio, riecco Danilo proporre la magica “Qui”, “Noi non ci saremo”, “La libertà di volare”. Poi riecco Massimo con “Storie di mare” e “Marinaio di vent'anni” (qui in montagna sono canzoni che “stonano” leggermente) e Cico con “Crescerai”. Bel duetto ancora con Cico e Danilo con “L'eredità” e finale con “Ma che film la vita” e i consueti brani conclusivi, giunti alla mezzanotte in punto. Non sono stati proposti brani del CD Racconti-raccolti e pensare che molti sono venuti qui per ascoltare “Hey-man” e “Vent'anni”. Io sono venuto qui per ascoltare, ad esempio, “La storia”, ma sono rimasto a bocca asciutta. Spero che i Nomadi sappiano sempre comprendere ciò che il pubblico si aspetta da loro. Lo so, in tre ore non si possono cantare cinquanta brani e poi, sappiamo anche questo, la scaletta viene impostata a seconda delle condizioni fisiche di ciascun artista, soprattutto quelle di Danilo. I Nomadi proporranno presto altri concerti in Piemonte. Ovada, Pianfei (non mancate!),.Vinadio , Fossano, Verbania e poi saranno sulla riviera, ad Andora.

Ci ritroveremo lì, a farci toccare i nostri cuori e ad applaudire i nostri instancabili beniamini.

A presto!

giorgio