TOUR 2015

Alcune foto del pranzo/incontro tra i Nomadi e i fan in vista dell'imminente tour 2015.

Zavattarello  PV -  Villanova Mondovì  CN  -  Moncrivello VC  -  Grugliasco TO

Zavattarello 18 luglio 2015

Mi sono promesso da un pò di tempo di andare a sentire i Nomadi in un concerto non molto distante da Poirino, per distante intendo non superare i duecento chilometri. Guardando il tour dei Nomadi, Zavattarello in provincia di Pavia mi pare l'occasione che cercavo. Un rapido giro di telefonate per avvisare gli amici che sarei andato a quel concerto, nel caso qualcuno avesse approfittato del mio passaggio a costo zero a parte il biglietto , non ha prodotto nessun risultato e ci sono andato da solo. Mai sentito Zavattarello e quando devo andare in trasferta consulto sul computer di casa, google maps, affidabilissimo sistema di navigazione, meglio del tom tom che spesso ti allunga la strada per arrivare a destinazione. L'unica decisione da prendere in questa torrida estate è se usare la moto o l'auto, ma a pensarci bene l'auto con il condizionatore pare la decisione giusta. Con tutta tranquillità parto verso le diciannove , non ho fretta, devo solo arrivare per l'inizio del concerto. Non trovo grande traffico per la strada, l'uscita di Tortona sulla A21 direzione Piacenza, mi porta in poco tempo a percorrere la valle Staffora che porta a Varzi, dove i Poirinomadi nell'agosto del duemilasette erano al concerto dei Nomadi. Un rapido scollinamento fino a raggiungere i settecento metri di Pietragavina, mi portano rapidamente dopo una serie di curve nella valle dove sorge Zavattarello, un comune che è stato effigiato come uno dei borghi più belli d'Italia, lo confermo anche se non ho avuto il tempo di visitarlo, lo farò sicuramente in un giro turistico in moto. Dicendo valle si potrebbe pensare ad una pianura, ma in realtà siamo tra le verdi colline dell'oltre Po Pavese, dove il castello di Zavattarello, posto sulla sommità dell'imponente rocca, sovrasta sul piccolo borgo antico, costruito con la pietra. Preso dal nome latino “savattarellum” ad indicare letteralmente : luogo dove si confezionano le savatte o ciabatte, ad indicare l'attività prevalente del borgo, dove esistevano numerose botteghe di ciabattai.

E i Nomadi ? direte voi ! Di quelli non mi sono dimenticato, potrei liquidare il discorso con due parole “tutto esaurito” Il piccolo campo sportivo, direi più correttamente, l'unico posto in piano del paese è stato per l'occasione invaso da oltre tremila persone. Mi sono venute in mente le parole di un amico che al concerto recente a Villanova Mondovi nel cuneese mi disse : vedi Aldo, il prezzo fa la differenza del concerto, venti euro? guarda quante persone ci sono, un po pochine, se il biglietto era inferiore veniva più gente. Avrei dovuto portarlo a Zavattarello, dove il prezzo del biglietto era a ventidue euro. Da considerare il fatto anche, che tutte le trattorie del paese più quello a disposizione del concerto erano pieni di gente a fare coda per la cena. Il discorso dell'amico non regge, subentrano altri fattori che non sto a elencare, per un evento pieno di gente, non sicuramente il prezzo del biglietto, che per due ore e mezza di musica sono il prezzo giusto. Nel 1965 i Nomadi proprio qui fecero una serata e proposero nella scaletta “ Donna la prima donna” appena uscita sugli album in vinile. Forse quella serata con i Nomadi ha lasciato il segno a Zavattarello carico con tutta la poesia che già traspariva dai giovani musicisti, portando in questa sera persone anche anziane ad entusiasmarsi come all'ora. I Nomadi hanno fermato il tempo ? forse, per me lo stanno facendo, non solo nei ricordi del passato ma anche con le belle canzoni del presente, nati per fare musica. La scaletta proposta non è stata molto diversa da quelle che ho sentito, ma su questo non posso dire nulla, per il semplice fatto che io come fan sente molti concerti e si ritrova poi alla fine a sentire più o meno le stesse canzoni, ma per chi di concerti dei Nomadi ne sente uno all'anno o per molti quando capita al proprio paese, come questa sera, la scaletta è inedita. Grazie a questa mia passione nomade, scopro luoghi che diversamente non avrei mai visto, unisco musica e geografia, le materie dove andavo meglio a scuola. Un concerto che metto ai primi posti della mia top ten insieme a quello dell'anno scorso in Piemonte a Ceretti di Front, il 27 luglio, paesi piccoli ma con affluenza di gente enorme entusiasmante. Tutto a posto, come dice una loro canzone, se non per una notizia diffusa dal palco da Beppe Carletti che mi ha fatto dispiacere, la notizia della scomparsa di Gianni Coron, storico bassista dei Nomadi. Per ricordarlo e non a caso, l'attuale bassista , Massimo Vecchi ha cantato Goodbye.

aldo

 

I

Dopo un periodo di astinenza “ nomade “ dovuta per lo più alla crisi economica, siamo ripartiti in questa torrida estate con i concerti dei Nomadi che in pochi giorni ci ha riportato al loro cospetto in tre concerti. Certo sono concerti che si sono svolti in Piemonte, ma d'altronde per il motivo di prima, meglio restare cauti selezionando i concerti più vicini e non girare mezza Italia per inseguire una passione. Fortunatamente concerti in Piemonte ce ne sono sempre in modo sufficiente per soddisfare la nostra sete musicale, com'è avvenuto pochi giorni fa, iniziando prima il diciannove luglio al Gruvillage TO, per proseguire il cinque a Moncrivello VC e il dieci a Villanova Mondovì CN. Villanova Mondovì fa parte della comunità montana Alto Tanaro Cebano Monregalese, in territorio Occitano, frequentato dai Poirinomadi anche per le serate musicali con i Lou Dalfin di Sergio Berardo, tra l'altro era presente al concerto dei Nomadi anche l'amico comune con Marco Turco, Enrico Gosmar chitarrista dei Lou Dalfin. Ritorniamo a quello che è stato l'ennesimo concerto organizzato da Marco Turco , il primo cittadino di Pianfei, già sede in passato di altri concerti con i Nomadi . Uno sforzo non indifferente sia economico che organizzativo che, con l'aiuto del Banco Azzoaglio, la collaborazione con i N.F.C. della zona, le associazioni Onlus aderenti all'iniziativa per fare affluire più gente e noi del pubblico pagante quello che conta di più, lo sforzo alla fine è sempre ricompensato con tanta soddisfazione. Come dicevo prima la giornata torrida mi ha fatto rinunciare alla partita di pallone del pomeriggio organizzata a scopo benefico, a favore dell'associazione “Mondovip” clown in corsia (sono quei volontari e medici che prestano assistenza ai bambini negli ospedali con il “naso rosso”, per rendere meno traumatica la degenza in ospedale) tra i Nomadi e il club del Torino Club Mondovì. Per l'occasione L'amico Piero Richiero si è interessato affinché fossero presenti alla partita due vecchie glorie “Granata” Claudio Sala e Giuseppe Pallavicini. Un'occasione d'oro per Massimo Vecchi bassista dei Nomadi che oltre a praticare per hobby il calcio, essendo tifoso del Toro, ha potuto incontrare due suoi idoli.

Arrivo a Villanova Mondovì il tempo necessario per qualche scatto fotografico tra i fan prima del concerto e per soffermarmi a commentare eventuali ultimi sviluppi sul mondo nomade. Trovandoci nel cuore della Provincia Granda (per via della sua estensione) che è quella di Cuneo, va da se che i fan dell'omonimo fan club Provincia Granda sono in maggioranza, ma non da meno i Vagabondi della Mole di Torino, Corpo Estraneo di Rodello, Il Destino di Savona sempre presenti in Piemonte, Asti, Faenza. Sicuramente ho dimenticato fan, non me ne vogliano, ma dall'alto delle sue tastiere, Beppe Carletti anche se non parla mai, da attento osservatore, con un gesto di mano e un sorriso ringrazia sempre tutti. La piazza centrale del paese ospita agevolmente le persone intervenute al concerto dando la possibilità di gustarselo in tutta tranquillità senza avere l'assillo della presenza della security come spesso accade a tanti concerti, quasi come se dovessero controllare dei terroristi e non da chi va per ascoltare Io Vagabondo con i Bambini. Inizio del concerto puntuale all''ora stabilita, in un clima caldo per il pubblico ma fresco per la posizione geografica del paese che da la possibilità a tutti di respirare e verso la fine del concerto a coprirsi le spalle, le “madamin” quelle sbracciate. Che dire del concerto ! ho ritrovato più entusiasmo, non perché l'avevo in parte perso, perché “ Lascia il segno” l'ultimo album inedito dei Nomadi è veramente bello, nessuna canzone esclusa, stesso pensiero mi è stato confermato da persone vicino a me che non sono malate come me da nomadite! Va da se che ascoltare le canzoni dal vivo di questo CD è uno spettacolo, Cristiano e Massimo con la loro voce crescono sempre di più, stupendomi sempre. Questa sera in programma quattro canzoni del nuovo album, Non c'è tempo da perdere: Io come te: Animante: Lascia il segno, in attesa di ascoltare la stupenda: Rubano le fate in un prossimo concerto, ci spero Nomadi ! Scaletta che prosegue tra lo storico e non lasciando sempre un segno positivo anche tra chi del pubblico i Nomadi sono la storia musicale Italiana ascoltati più per radio nei tempi passati e non ai concerti come noi fan. Forse il titolo: Lascia il segno, potrebbe essere riferito ai Nomadi, ma! Avviandoci alla fine di una lunga giornata tra calcio e musica la gente non pare stanca di stare lì da ore e forse un concerto non dovrebbe smettere a mezzanotte sul più bello ma proseguire, almeno in estate, con brani forse più tranquilli anche ben oltre la mezzanotte, dove il clima è più sopportabile. Un saluto rapido agli amici dopo il concerto è quello che rimane di una bella giornata che rafforza da parte mia le amicizie che condividono o non condividono le mie idee.

aldo

PS. il fratello Giorgio non era presente perchè convinto che il concerto era il sabato e non venerdì, capita !

" Lascia il segno " l'ho ha già lasciato , una conferma che i Nomadi sono una garanzia di musica e amicizia.

Poirinomadi

Moncrivello VC   5 luglio 2015

concerto pre serale delle ore 18.00

Grugliasco TO   21 giugno 2015

Tranquilli amici. Ci siamo, ci siamo sempre. Così come ci sono i Nomadi, ci siamo anche noi. E chi li lascia i nostri cari amici Nomadi, sempre pronti a offrirci serate indimenticabili colme di musica, amicizia, condivisione, energia? E' il primo concerto dell'anno per noi Poirinomadi. Un fatto imperdonabile, direte voi. Si, è vero; ultimamente li abbiamo un po' trascurati, per svariati motivi contingenti. Ma sono sempre stati nel nostro cuore. Diciamo che è stata una pausa tecnica o un momento di riflessione. Ebbene; siamo pentitissimi di non aver assistito a qualche altro loro recente concerto. Abbiamo preferito, a questo punto ingiustamente, aspettare che tornassero dalle nostre parti e Grugliasco, in provincia di Torino, ha fatto al caso nostro. I Nomadi dovevano esibirsi già un paio di settimane fa nel contesto musicale di Gru Village che si svolge sul grande palco posto al centro del mega parcheggio del noto centro commerciale. Si è deciso di rimandarlo ad oggi 21 a causa di previsto maltempo. In passato al Gru Village si sono esibiti fior di artisti come Dream Theater, Alan Parson's Project e Jethro Tull, vedete un po' voi... I Nomadi tornano qui per presentare il loro ultimo Cd di splendidi inediti (il 30° della loro carriera) dal titolo “Lascia il segno” uscito il mese scorso e sono stati accolti da una dolce serata di prima estate, dal trittico luminoso Luna - Giove - Venere, allineati quasi perfettamente nel cielo del tramonto, e da oltre duemila spettatori. Sono presenti numerosi componenti del vari Nomadi fans club che pullulano da queste parti; molti fans affezionati al longevo gruppo di Novellara (che insegue, per ora inutilmente, il record degli imperterriti Stones, vecchi un anno in più) e, pare incredibile, anche qualcuno che non li ha mai visti prima “live”.

Alle 22, dopo aver pagato un onestissimo ticket da 10 euri, il gruppo si presenta sul palco accolto dall'applauso del pubblico impaziente. L'area su cui è predisposto il palco è in pendenza e questo permette di vedere e sentire ottimamente da ogni angolo dello spiazzo erboso. Chi va a sentire i Nomadi si aspetta, sempre e comunque, di ascoltare le canzoni che hanno fatto la storia del gruppo. Diventa quindi difficile far stare in una scaletta di trenta pezzi, corrispondenti a quasi tre ore di concerto, tutti questi brani (sono oltre trecento) compresi quelli del nuovo Cd, che sono dieci, ovvero il 33%. Ci vorrebbe perlomeno una dozzina di concerti!.... Ecco perciò che ogni concerto dei Nomadi rappresenta una continua sorpresa. Che cosa proporranno stasera? Ecco, questo è uno dei motori che spingono l'indomabile spirito nomade ad accorrere sotto il palco ad aspettare il proprio brano preferito.

Si parte con “Ancora ci sei” e sembra proprio fatto apposta per me e Aldo finalmente ritornati sotto il palco; come fosse una specie di ramanzina. I Nomadi proseguono con “Noi non ci saremo” che ha il sapore di un avvertimento come per dirci “Cercate di venire ai concerti adesso, prima che sia troppo tardi....”. Sto fantasticando e vado avanti. Colto questo messaggio sibillino mi sento tranquillo e perdonato assaporando “Terzo tempo”, “Come va la vita” e il classico “Il fiore nero”. Sono tutte belle canzoni, eseguite alla perfezione. I sei “ragazzi” sono bravi ed efficaci, come sempre. Pare che per loro il tempo non passi mai. Sono professionisti impeccabili e ricevono adeguati applausi da parte di un pubblico che non smette mai di apprezzarli. Ecco che viene proposto il primo brano del nuovo album “Non c'è tempo da perdere” che sembra un'esortazione riferita al discorso che facevo prima. Piacevole, in stile autenticamente nomade. Poi, una bella sorpresa per me e per molti: la riapparsa di “20 de abril”, che irrompe sul pubblico col suo vertiginoso sound. “Io come te” è un altro dei brani nuovi. E' bello ed orecchiabile ma occorre farci l'abitudine. Si ritorna all'antico con “Amore che prendi, amore che dai” dove Massimo scatena la sua impareggiabile grinta.

Ecco finalmente il brano che da il titolo al nuovo album “Lascia il segno”, forte, coinvolgente, profondo. Lo metto nel gruppo delle canzoni “messaggio” dei Nomadi. Diventerà un altro loro inno, come le altre precedenti a tema. Viene proposta “Tutto a posto” (magari!), la consueta “Dove si va” e finalmente la rediviva, bellissima, suadente “La storia”, una delle mie preferite. Che cos'è un concerto dei Nomadi senza “Io voglio vivere”? Eccoci serviti. Viviamo. Arriva la bella e dolce “Se non ho te” che ognuno di noi ha motivo di dedicare alla persona che ama e poi, cari amici che non c'eravate, la magnifica “Ala bianca” con Massimo alla voce e Cico alle prese con fantastiche schitarrate. “Il vento tra le mani” è la classica, piacevolissima ballata voluta e cantata da Sergio Reggioli. Seguono due brani che meriterebbero un discorso a parte: la struggente ”Apparenze” con grande interpretazione da parte di Cristiano e un altro pezzo nuovo “Tutto vero” dove Massimo sfodera tutta la sua energia rock. Il concerto volge verso il suo termine e c'è ancora tempo per proporre brani che hanno fatto la storia del gruppo: “L'ultima salita” dedicata a Marco Pantani, “Goodbye” dedicata a colui o colei che si allontana dalla nostra vita, la favola “Utopia”, l'immancabile “Gli aironi neri”, “Ricordati di Chico”, vado veloce, “Ho difeso eccetera...” e l'intensa “Ma che film la vita”, dedicata ad Augusto. Chiusura verso l'una di notte con i consueti brani finali con pubblico decisamente soddisfatto visto i decisi applausi rivolti al palco.

Che dire: resto dell'idea che i Nomadi riescono sempre a suscitare grandi emozioni e che se voglio provarle non devo perdermi i loro concerti. Ce ne saranno ancora molti sia per me che per loro: un giorno o l'altro se ne andranno ben in pensione i Rolling Stones, vero? Grazie a tutti. Ci vediamo al prossimo concerto. Sempre Nomadi!!!!

Ciao Franco, amico di tanti concerti. Sono sicuro che li ascolti anche da lassù....

articolo  di  giorgio      immagini  di  aldo