I NOMADI A TREVIGLIO 24 FEBBRAIO 2005

CONCERTO CON I FIOCCHI

Di neve, poiché, come concerto, non è stato molto entusiasmante. Per tanti motivi. Ma cominciamo dall'inizio. Dopo Novellara si torna dunque al presente e alla continuità del gruppo. Treviglio è la mia prima occasione per verificare questa continuità. Con me Aldo, Ricky di Poirino e Antonella di Asti: quattro nomadisti davvero audaci per sfidare code e tormente di neve in questo freddo giovedì per rivedere e riascoltare i loro idoli. Partiti nel pomeriggio speravamo di essere sul posto per le prove....invece: traffico in autostrada, bufera di neve nel tortonese (tale da farci ipotizzare un repentino dietro-front), consueta, immancabile ed estenuante coda sulla tangenziale est di Milano (ma quand'è che la raddoppiano, triplicano, ...centuplicano) e lungo serpentone di auto sulla provinciale fino a Treviglio, hanno allungato il nostro tempo marcia tale da farci arrivare sul posto che erano già le 20. Voi direte: siete pazzi. Beh, non del tutto; molti altri fans hanno trovato le stesse difficoltà e poi, il “servizio stampa”, non deve avere timore di qualche fiocco di neve e qualche auto in coda. Gli imprevisti servono per arricchire gli articoli che scrivo e poi, non è detto che non ci divertiamo...

Biglietto a 18 euro, buon afflusso di gente (circa 2000 spettatori): un'incredibile quanto superfluo “reggimento” di carabinieri e personale di vigilanza. Entriamo: palasport ampio e funzionale. Un soffitto altissimo e spettacolare in legno fatto ad arco (pregiudicherà, però, la resa acustica). Palco enorme con possibilità di vista dai lati. Mi accorgo che i pannelli del fondo sono diventati tre. Tribune che cominciano a riempirsi. Incontriamo i nostri amici della prima fila (pochini, questa sera) tra cui Valter e Mariarosa dei Giullari brianzoli, Giancarlo, Fede, Leo, Elly e Claudia di Bergamo BBC, Luca e Mauro di Aicurzio, Francesco “Barba”, Gianluca di Fiorenzuola e altri che conosco di vista. Il pubblico è formato da moltissimi giovani che animano l'attesa con sonore cantate nomadi e “sonore” bevute di birra.

Prima del concerto, l'organizzatrice della serata ha descritto la grave situazione di una zona del Madagascar, colpita da un recente, ennesimo ciclone, dove numerose famiglie hanno perso tutti i loro averi ed ha invitato il pubblico ad una donazione in loro favore. Speriamo che TUTTI, alla fine, abbiano fatto la loro parte.

Concerto: grandi applausi ai Nomadi ritardatari (sono quasi le 22!) e solito “nuovo” inizio con Corpo estraneo. Osservo che Danilo, in “chiodo”, non impugna più la spada luminosa e mi accorgo che qualcosa non va...: ma certo, è un po' giù di voce perché non prolunga le parole della canzone. Da sotto il palco si sente anche malino per via, forse, di una parte delle casse rivolte alle tribune laterali e per via del rimbombo di questa specie di alta caverna artificiale. Ma, come è già successo in altre occasioni, lo sapete, poco per volta il nostro orecchio si adegua al suono e, alla fine, il tutto risulterà accettabile. Era presente anche l'allenatore Emiliano Mondonico, idolo degli atalantini e anche mio idolo in quanto è stato l'allenatore del Toro nel periodo poi culminato con la sfortunata finale Uefa di Amsterdam. Dopo la prima parte, in cui ho gradito molto brani come Ma che film la vita e Senza Patria (quest'ultima cantata in coro da tutto il pubblico), mi sono spostato nei vari punti del palasport per cercare un luogo acusticamente migliore: dal fondo un po' meglio, ma si vedeva che Atos non era soddisfatto. Ho fatto un giro anche sulle tribune laterali, in alto: un bel colpo d'occhio sul palco e sul pubblico. Peccato che le foto non rendano giustizia alla coreografia e alle luci poiché, questa sera, si è esagerato col generatore di fumogeni e i ragazzi sono sempre stati nella nebbia (soprattutto Daniele).

Ho apprezzato molto il brano Alba sul mare/Suoni dell'assolo di Sergio. La cosa più bella di questa sera: la famosa rabbia di cui parla Beppe nelle varie presentazioni dell'album Corpo estraneo, Sergio la trasferisce così bene nel suo magico violino, ben supportato al piano da Beppe, che se fosse eseguita dalla chitarra “grama” di Cico, forse, ci perderebbe. Forti e lunghi applausi per questa sua interpretazione. La voce del febbricitante Danilo tiene: In piedi, l'intensa Rotolando va e Confesso, una dietro l'altra, devono essere come una prova d'esame per lui, questa sera; ma se la cava bene. La serietà e la professionalità del gruppo si vedono anche da queste cose (...e andaaare, ancora avanti, di giorno e di notte..eee...). La scaletta, che trovate completa qui sotto, prevede nuovamente il vetusto “quater” Chico Mendez, Canzone per un'amica, Dio è morto, Io vagabondo. Dopo una “cavalcata” simile il Te deum è proprio d'obbligo.

Il concerto finisce a mezzanotte in punto: Ma come! Costa di più e dura di meno? Forse è durato di meno perché Danilo ha parlato poco e per il numero limitato degli striscioni presenti: le canzoni infatti sempre 30 sono. Comunque è costato di più...

All'incontro con i fans si sono presentati Beppe (lui non vi rinuncia mai), Massimo e Cico che mi ha incaricato di portare i saluti ai fans della Provincia Granda che dovranno purtroppo pazientare fino a maggio per vedere un concerto nella zona. Da parte mia, neve permettendo, ho in programma Cesena sabato 5 marzo perché più nomadi di così non si può.

Scaletta di Treviglio, 24 febbraio 2005

CORPO ESTRANEO    IN PIEDI    L'ORDINE DALL'ALTO     ROTOLANDO VA    SANGUE AL CUORE CONFESSO    ORIENTE     NOI NON CI SAREMO    MA CHE FILM LA VITA     LA VOCE DELL'AMORE VULCANI    IL PILOTA DI HIROSHIMA   LA VITA CHE SEDUCE    GOODBYE    AUSCHWITZ     STELLA CIECA   AMORE CHE PRENDI AMORE CHE DAI     UN PUGNO DI SABBIA    SENZA PATRIA     STORIE DI MARE    CAMMINA CAMMINA     CHICO MENDEZ    UN GIORNO INSIEME      SOLDATO       IO VOGLIO VIVERE     ALBA SUL MARE /SUONI      CANZONE PER UN'AMICA        DIO E' MORTO     IO VAGABONDO TE DEUM

Giorgio dei POIRINOMADI

P.S. Nel viaggio di ritorno, forse un po' delusi dalla scaletta, chiacchierando per non addormentarci, abbiamo immaginato una scaletta di questo genere:

Io vagabondo, Ala bianca, Asia, Soldato, La collina, Le strade, Certo che puoi, L'eredità, Stella d'Oriente, La canzone della bambina portoghese, So che mi perdonerai, Oriente, Ad est ad est, Immagini, 20 di aprile, Lontano, La vita che seduce, Ma che film la vita, Stringi i pugni, L'arte degli amanti, Il muro, Noi non ci saremo, Io voglio vivere, Per quando è sera, Mercanti e servi, Ieri sera sognavo di te, Corpo estraneo, Dio è morto, Tutto a posto, Senza patria.

Sempre 30 brani, sono: ma cosa siete disposti a fare per una scaletta del genere? Fatemi conoscere i vostri pareri ed eventuali aggiunte o modifiche.

Giorgio.